Spy Story: nuovi dettagli su Alonso

Alonso sapeva tutto?Le prime notizie sul presunto "coinvolgimento" di Alonso nella questione Spy Story si stanno arricchendo di nuovi, importanti, particolari.
Con un colpo di scena degno per l'appunto della migliore delle spy story, sembra sempre più certo che Fernando Alonso rischia di essere l'accusatore principale della McLaren (il suo team): forse inconsapevolmente, lo spagnolo ha fornito la prova destinata a cambiare il corso della vicenda. La Fia è in possesso di uno scambio di email fra Alonso e De la Rosa (terzo pilota McLaren) che testimoniano come i due fossero a conoscenza dello spionaggio.

Una questione tanto strana da non sembrare vera, così grossa da aver gettato tutto il mondo della Formula 1 in un turbine di interrogativi, sospetti e ire funeste.
Le prove "fornite" da Alonso hano indotto la Fia a cancellare l'appello previsto per il 13 settembre e convocare al suo posto un altro Consiglio mondiale - creando una situazione paradossale, dalle conseguenze imprevedibili - sull'esito del campionato.

Perchè del resto è evidente che se la prova dell'utilizzo delle informazioni segrete della Rossa arriva direttamente dal pilota, da dentro che più dentro non si può alla scuderia, allora sarà difficile per la McLaren Mercedes cavarsela senza una penalizzazione.
Insomma sarà Alonso a consegnare il Mondiale nelle mani della Ferrari?
Molto probabile, dopo che la bomba è stata fatta esplodere ieri pomeriggio dal sito di Controcampo.
Ma che cosa è successo davvero? E' stato lo stesso Alonso a puntare il dito contro la sua squadra volontariamente, magari perché esasperato dal clima decisamente pro Hamilton nel team e desideroso di andarsene, magari proprio alla Rossa?
Dirlo con certezza è difficile, ma ricostruendo i fatti un idea ce la si può fare: la tesi più attendibile racconta che la Fia (la Federazione internazionale dell'automobile) è venuta in possesso di un interessante scambio di e-mail avvenuto tra Pedro De la Rosa, terzo pilota della McLaren, e lo stesso Alonso. Entrambi spagnoli, i due sono amici, si alternano nei test e si scambiano le loro impressioni. È probabile che, in una di queste occasioni, uno dei due abbia fatto riferimento a qualche dettaglio tecnico della Ferrari impiegato sulle loro monoposto. Magari per confrontarne i risultati o per commentarne le prestazioni. Qualcosa del tipo — ma è solo un esempio — «quel sistema di distribuzione dei freni che usa la Ferrari da noi non funziona molto...».
Secondo la stampa tedesca D e la Rosa avrebbe ricevuto direttamente da Mike Coughlan, l'ex capo progettista del team, i segreti della Rossa. Ovvero i contenuti delle email e delle 780 pagine di informazioni passate, a Coughlan, dal «corvo rosso» Nigel Stepney, l'ex capo meccanico della Ferrari. E De la Rosa avrebbe poi parlato del contenuto di queste pagine con Fernando. Una circostanza sempre smentita dal boss del team Ron Dennis, che ha ribadito insistentemente come nessuno in McLaren a parte Coughlan avesse letto quelle informazioni. Ma che i due piloti conoscessero l'origine della spy story o ne sapessero solo l'esito finale (cioè che certi dettagli presi dalla Rossa erano stati applicati alla loro macchina) alla fine poco cambia. Perché la cosa più importante è che in questo modo sarebbe provato, senza possibilità di smentita, il vantaggio che la McLaren ha tratto da quei segreti.

Ma come sono arrivate le email alla Fia? La Federazione non ha poteri di indagine, dunque non può sequestrare i computer della scuderia, come fa invece la magistratura ordinaria. Gliele hanno passate gli investigatori inglesi? O è stato invece qualcun altro nel team e poi Alonso, pressato dalle domande della Fia, non ha potuto che confermare?

Oppure davvero è stato lo spagnolo che ha deciso di mostrarle per colpire la propria squadra e magari liberarsi da un contratto gravoso che lo lega fino al 2009? Ancora difficile dirlo.

Lo spagnolo intanto, ha dichiarato che è una "bugia" parlando in merito alle indiscrezioni trapelate ieri al paddock di Monza su un presunto scambio di informazioni con il capo progettista McLaren Mike Coughlan, attraverso email con il collaudatore De la Rosa, sui set-up della Ferrari. Informazioni che avrebbe poi fornito alla Fia con l'obiettivo di far punire la sua squadra per liberarsi a fine stagione dal suo contratto.
Alonso ha dichiarato che "Se il team sarà sanzionato, anch'io lo sarò. Faccio parte di questo team e il problema sarebbe comune. Siamo qui per vincere i campionati piloti e costruttori, siamo in testa ad entrambi, e non c'è una persona nel team che non sia concentrata su questo obiettivo.
Voglio vincere le ultime cinque gare, non parlerò di nient'altro sono arrivato qui motivato, concentrato ed isolato da tutto il resto
".

Insomma il diretto interessato ovviamente smentisce, ma di sicuro appena la Fia ha visto quelle "nuove prove" è cambiato tutto: tanto che il presidente Max Mosley mercoledì ha subito deciso di convocare un altro Consiglio mondiale. E la Ferrari? Per ora ha osservato la consegna di questo "pacco regalo" senza intervenire.
Di certo in questi due mesi trascorsi dopo la sentenza del primo Consiglio mondiale a Maranello non erano rimasti con le mani in mano. Qualche fatto nuovo erano convinti di averlo raccolto anche loro. Niente a che vedere però come questo alleato imprevisto, e decisivo, che sembra proprio si chiama Fernando Alonso.

Via | Corriere

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