GP Italia F1: la sfida di Monza in chiave Pirelli

Dopo la gara di Spa-Francorchamps si avvicina velocemente l'appuntamento con il Gran Premio d'Italia di Formula 1, in programma questo weekend sulla pista di Monza, conosciuta nel mondo come il "tempio della velocità".

L'attuale tracciato è il risultato di molti cambiamenti, ma la sua fama di pista velocissima resta. Per questo Pirelli ha scelto di portare qui le sue soluzioni più dure: il P Zero Silver hard e il P Zero White medium, la stessa combinazione usata in Belgio.

Sul circuito brianzolo sono tre, in particolare, i settori che impegnano molto le gomme: la prima chicane, caratterizzata da una forte frenata in discesa; la curva Ascari, con i suoi rapidi cambi di direzione; la famosa Parabolica, un curvone ad ampio raggio che stressa in laterale gli pneumatici.

Oltre a queste curve impegnative, Monza dispone anche di alcuni dei rettilinei più veloci dell’anno, in cui le monoposto raggiungono circa 340 chilometri orari, il che significa che le temperature degli pneumatici possono arrivare a picchi di 130 gradi centigradi.

Con velocità medie così elevate, si può ottenere un notevole vantaggio scegliendo la copertra giusta: di conseguenza, la strategia giocherà un ruolo particolarmente importante nell’ultima gara europea della stagione 2012.

Note tecniche sugli pneumatici:

• Anche se le alte velocità e le curve veloci sono ciò che rendono famosa Monza, non mancano anche frenate brusche che stressano in modo significativo gli pneumatici: nella prima chicane, per esempio, la monoposto decelera da 340km/h a 80 km/h in soli 150 metri. A velocità così basse, le gomme devono fornire tutto il grip meccanico per consentire all’auto di affrontare la curva. Le vetture spendono circa il 75% del giro a pieno gas e circa il 15% in frenata.

• Con la più alta velocità media sul giro dell’anno, le monoposto corrono con il più basso carico aerodinamico di tutta la stagione. I team hanno sviluppato un pacchetto aerodinamico specifico per minimizzare la resistenza. A tal proposito, le squadre hanno anche realizzato un assetto molto basso, anche se questo può portare alcune vetture a toccare con il muso il tracciato durante gli urti.

• Sulla Parabolica, i piloti sopportano un’accelerazione di 3.7g, che stressa molto anche la struttura dello pneumatico. A ciò si aggiungono gli impatti sui cordoli che gli pneumatici subiscono alla chicane. Tuttavia, gli pneumatici sono ben preparati a queste sollecitazioni: durante i test di laboratorio vengono “lanciati” sui cordoli a 260km/h.

Via | Pirelli.com

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