GP Singapore F1: la sfida di Marina Bay in chiave Pirelli

A scendere in pista sul circuito di Marina Bay, per il Gran Premio di Singapore di Formula 1, saranno gli pneumatici Pirelli P Zero Yellow soft e P Zero Red supersoft. Quella all'orizzonte è l'unica gara dell'anno a disputarsi in notturna, condizione che dà luogo ad alcune variabili insolite, come le temperature ambientali che tendono a diminuire piuttosto che ad aumentare nel corso della gara.

L'unica costante è l'umidità, oscillante tra il 75 e il 90% per tutto il weekend. Il tracciato dove andrà in scena il prossimo confronto è di natura cittadina, con un gran numero di curve, dove la trazione è fondamentale. L'asfalto tende ad essere sconnesso e scivoloso, con un grip ulteriormente compromesso dai tombini e dalle strisce bianche stradali. Tuttavia, le monoposto riescono a generare fino a 4.3g in frenata nonostante la mancanza di aderenza.

Il circuito, lungo 5.073 metri, viene percorso in senso antiorario per 61 giri, pari quasi a due ore di gara. Questo, sommato al caldo, all’umidità e alle ripetute sconnessioni, impegna in modo importante il fisico dei piloti e pone numerose sfide agli pneumatici. Nella sequenza di curve 1-3, ad esempio, vi è un doppio cambio di direzione che sollecita notevolmente le gomme.

Il pilota tende a rilasciare il freno il più tardi possibile, entrando in curva e decelerando al contempo. Questo sottopone le coperture sia a forze longitudinali che a forze laterali. L’integrità della costruzione deve garantire la precisione di guida ottimale e una perfetta adesione in traiettoria: di vitale importanza negli spazi stretti di Singapore, dove gli errori raramente restano impuniti.

Note tecniche sugli pneumatici:

• Al Gran Premio di Singapore le monoposto partono con il carico di carburante più pesante dell’anno, il che incide sull’usura degli pneumatici in particolare all’inizio. Oltre ad essere una gara lunga, il consumo di carburante per chilometro è uno dei più alti dell’anno a causa della natura stop-start del circuito. Circa la metà del giro viene speso a tutto gas, ma ci sono anche diverse aree di frenata.

• Una delle curve più difficili per gli pneumatici è la Singapore Sling, dopo il rettilineo più lungo del giro. Anche se non è la più veloce, i piloti utilizzano i cordoli per aumentare la velocità, con le gomme che colpisce il cordolo intorno ai 130km/h.

• Un fattore importante per la strategia di gara sarà il tempo che le squadre impiegheranno per completare un pit stop. A Singapore, infatti, il limite di velocità per percorrere la pit-lane è inferiore rispetto agli altri circuiti (60km/h) e la pit-lane è di 404 metri.

Via | Pirelli.com

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