Hamilton "fugge" in Svizzera: troppi fan in UK!

I fan di Hamilton non danno tregua al pilota inglese

Anche perdere un mondiale può avere i suoi svantaggi in termini di fama. O meglio, una stagione da protagonista nella Formula1 come quella appena conclusa ha decisamente portato un'eccessiva attenzione da parte di media e tifosi verso Lewis Hamilton.
Che, annunciandolo in radio alla BBC, ha deciso di "fuggire" in Svizzera, nella tranquillità della confederazione elvetica, la dove forse godrà anche di qualche vantaggio fiscale in più.
Il giovane talento inglese insomma segue la via già tracciata dai colleghi Fernando Alonso, Kimi Raikkonen e Michael Schumacher.
Annuncio quello del vice campione del mondo - arrivato poche ore dopo che nella sua città natale, Stevenage, era stato deciso di intitolargli una strada - che il diretto interessato ha spiegato nei dettagli:

"Lì la gente ti lascia il tuo spazio, vado in un paese che non conosco, ma la cosa è eccitante.
È stata una decisione difficile, per anni ho sognato di trasferirmi a Londra. Nel weekend sono stato a casa di un mio amico, proprio a Londra: mi sono svegliato e ho capito dove avrei voluto stare. Incontrerò altre persone, vedrò altre facce. Ho già qualche amico lì, la mia famiglia verrà a trovarmi
".
Niente pericolo di soffrire di nostalgia quindi, anche se ben difficilmente immaginaniamo che potrà essere Fernando Alonso - suo compagno e nemico nella stagione appena conclusa - uno dei suoi nuovi "amici": "Non siamo amici per la pelle: non mi telefona a casa ma ci salutiamo. Ogni tanto giochiamo alla Playstation e alla fine del Mondiale ci siamo abbracciati. Ci siamo detti che è stata comunque una grande stagione e io ho detto che è stato un piacere lavorare con lui".

Lewis ha poi chiuso raccontando un poco della vita del pilota famoso, dove diventa impossibile anche andare al cinema: "Quando ero un ragazzino, sapevo che avrei dovuto fare sacrifici. Si perde la possibilità di uscire, si fa fatica a vivere una vita normale. Non sono riuscito a passare molto tempo con gli amici o la famiglia: il mio, del resto, non è un lavoro normale. Sempre in viaggio, si vive con la valigia. Poi torni a casa, dove tutti sanno chi sei: diventa difficile anche fare le cose normali
Non posso andare a vedere un film, non posso fermarmi al bagno di una stazione di servizio: c'è sempre qualcuno che vuole un autografo
".

Via | Gazzetta

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