Hamilton racconta la verità sul suo rapporto con Alonso

Alonso ed Hamilton, due campioni sotto lo stesso tetto per una convivenza difficile

Un lungo anno, di successi, dispiaceri, liti e anche qualche spiacevole episodio. Questo è un piccoo riassunto che comunque non rende giustizia alla vita del Team Mc Laren ed ai suoi due piloti/rivali Fernando Alonso e Lewis Hamilton.
Una coppia che ha ricordato altri simili casi del passato, dove due galli nello stesso pollaio stavano irrimediabilmente stretti.
Un rapporto non facile il loro - tra un pilota che arriva nel team da doppio campione del mondo ed un giovanissimo con pretese da leader e trattamento da pupillo di casa.
Ed è proprio il giovane inglese a raccontare questa convivenza, anticipando qualche passaggio dell'autobiografia che uscirà a breve.
Un rapporto - racconta Lewis - iniziato con la freddezza del primo incontro fino alle tensioni e ai lunghi silenzi delle ultime gare: prima alleati, in seguito dichiarati avversari.
Ma non pare serbare particolari rancori Hamilton, che nelle anticipazioni della sua prima autobiografia ripercorre una stagione di forti emozioni:

"Sono sicuro che Fernando non fosse contento che andassi così veloce fin da subito, né che attirassi tutte queste attenzioni appena arrivato alla McLaren, non si aspettava di essere messo sotto pressione dalla seconda guida. Ho sempre ammirato Fernando, anche per questo mi dispiace che il nostro rapporto non sia mai migliorato".

Il pilota anglo-caraibico ricorda il primo incontro con il due volte campione del mondo, ad Istanbul nel 2006, e di come si fosse sentito onorato per il saluto dello spagnolo. "Ero a cena con mio padre quando Fernando è venuto al nostro tavolo per presentarsi. Ero sinceramente contento perché Fernando è un gran campione. Ma ha anche un carattere molto chiuso. Ho cercato di conoscerlo meglio, avere un rapporto con lui extra-lavorativo, ma non è stato possibile. Ron (Dennis, n.d.r.) i primi tempi insisteva perché lo aiutassi ad ambientarsi alla McLaren. E così ho cercato di fare".
Presto però - complici le brillanti prestazioni in pista della matricola - il rapporto tra i due si è guasta: "D'altronde nel nostro sport conta solo chi vince, bisogna sempre battere il nostro avversario più prossimo, anche se questi è il tuo compagno di squadra. Il primo screzio c'è stato a Montecarlo. Al termine del GP Ron non era affatto contento, ma gli ho risposto che non ho mai guidato per arrivare secondo".

Salita la tensione dopo l'accusa rivolta da Alonso alla McLaren di favorire Hamilton, i due hanno cercato di ricomporre lo strappo. Ma senza successo. Gli ultimi GP, racconta il giovanissimo pilota, sono infatti stati vissuti da separati in casa, con i rapporti ridotti ai minimi termini. La rivalità, la corsa per il titolo mondiale, le ambizioni avevano preso il sopravvento, senza lasciare spazio ad altro.
E anche questo in fondo fa parte della storia della Formula1...

Via | Gazzetta

  • shares
  • Mail
45 commenti Aggiorna
Ordina: