Todt: un futuro ancora in Ferrari o un addio?

Todt, c\'Ã�¨ ancora posto per lui in Ferrari?Anni di lotte, vittorie, gioie e anche dolori. E poi un anno finale incredibile, tra Spy Story e un titolo da Campioni del Mondo conquistato quanto mai inaspettatamente e fortemente in pista. Jean Todt è tra gli uomini che hanno fatto la storia in F1 della Ferrari negli ultimi anni e ora la sua vita sembra ad un bivio.

Delle intenzioni della Ferrari di rinnovarsi internamente se ne è già parlato a lungo. L'addio di Schumacher, Kimi Raikkonen, e l'arrivo di Stefano Domenicali per questa stagione 2008 al timone della Scuderia ne sono esempi lampanti.

Ma che succederà ora per Todt? Il ruolo ufficiale del francese e' quello di Amministratore Delegato, ma in realtà la situazione è più complicata.

Di fatto ad oggi nessuno ha ancora chiarito quali saranno le mansioni del francese, soprattutto in vista della conclusione del mandato di Luca di Montezemolo come Presidente della Confindustria e del suo ritorno a pieno regime a Maranello, dove ha gia' fatto sapere di voler riprendere le redini del Cavallino Rampante. E visto che in Ferrari ci potrebbero essere in cantiere altri importanti cambiamenti dal punto di vista manageriale, ad oggi sotto la lente d'ingrandimento e - piu' che mai - il futuro di Jean Todt. Del quale al momento non si hanno notizie di offerte alternative ricevute da parte del manager francese.

Ma la cosa è anche normale: corteggiare l'attuale AD di una azienda come Ferrari da parte di un rivale è una cosa di fatto impossibile, senza contare che rimane difficile immaginarsi un ruolo che potrebbe risultare appetibile per Todt. Perchè se Todt nel corso della sua carriera a Maranello può essere non piaciuto a tutti, certamente non si può parlare di mancanza di attaccamento alla causa. Ecco perchè sarebbe una grande sorpresa, dopo 14 anni in rosso, vederlo vestire una casacca di colore diverso. Cosi' come, politicamente e per ovvi motivi, non sembra lui il candidato migliore per rimpiazzare Max Mosley, al termine del suo mandato, sulla poltrona di Presidente della FIA (da lui peraltro più volte rifiutata).

Ecco perchè in fondo le possibilità maggiori oggi sono quello di ritrovarlo in Ferrari nonostante il ritorno di Montezemolo: il contratto del francese, che scade a marzo, verra' rinnovato almeno per un altro anno. E la sua presenza, insieme allo stesso Montezemolo, nella seconda giornata della presentazione dei programmi 2008 dovrebbe togliere ogni dubbio a riguardo.

Del resto la Ferrari non si capisce che giovamento potrebbe avere nel dare il benservito all'artefice di tutti i suoi successi negli ultimi anni. E questo al di là de i suoi recenti screzi con il Presidentissimo siano cosa nota - le ultime voci parlano di conflitti per la presunta volonta' di Todt di rivestire il ruolo di intermediario negli affari A1GP e del parco a tema in costruzione ad Abu-Dhabi - perchè Montezemolo stesso è il primo a riconoscere le capacità dell'uomo che lui stesso volle a dirigere la Gestione Sportiva. Quello stesso uomo che alla Ferrari, con anni di impegno instancabile (non sono leggenda gli orari di lavoro biblici, le mattinate passate in ufficio e i pomeriggi in GeS, le vacanze inesistenti) ha portato il suo innato pragmatismo consentendo alla squadra di superare compatta e senza arrendersi anche i momenti piu' duri.

Anche se ovviamente ad un costo importante. Ma all'orizzonte non sembra esserci un personaggio in grado di sostituirlo nel breve termine (nemmeno il suo vice Felisa, persona capace ma non ancora dotata del giusto carisma e della giusta maturita' per poter sopportare le critiche di un eventuale momento difficile come quello passato nell'estate 2007). A meno di non andare a cercare ancora una volta un manager esterno: una scelta più folle che altro.

E in Ferrari sono tutto tranne che folli: a Maranello si è ricostruita la sua epopea vincente non sulle rivoluzioni, ma sulle evoluzioni. A forza di cambiamenti graduali che hanno permesso anche di superare - del tutto indenni - anche il possibile ciclone dell'addio di Schumacher. Ecco perchè non si deve gettare tutto al vento proprio stavolta.

via | F1GrandPrix

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