F1, Giancarlo Minardi legge i test di Jerez de la Frontera

Abbiamo fatto le nostre valutazioni sui quattro giorni di test andati in scena sulla pista di Jerez de la Frontera, dove le monoposto di Formula 1 hanno ripreso a rombare. Oggi scopriamo il parere, altamente qualificato, di Giancarlo Minardi sulla prima sessione di prove collettive del 2013.

In questa parentesi operativa abbiamo iniziato a conoscere quasi tutte le nuove monoposto destinate ad animare la griglia del prossimo calendario agonistico, che promette incertezza e prestazioni di più alto profilo, in vista della rivoluzione normativa attesa per il 2014.

Ecco il punto di vista del costruttore di Faenza: "C’è stata un’estremizzazione di un regolamento che si concluderà alla fine della stagione. Arrivati a questo punto è difficile inventare cose nuove e drastiche. Il denominatore comune è dato da pance molto rastremate che potrebbero dare problemi di surriscaldamento nella parte posteriore. Tutte le squadre si sono collocate in posizioni medio alte, con la Red Bull che rimane il punto di riferimento. La McLaren mi sembra molto interessante, così come Sauber e Toro Rosso. Buone sensazioni arrivano anche da casa Ferrari. I long run dei primi due giorni (13-14 tornate), in cui non si è ricercata la prestazioni, sono abbastanza positivi".

"Credo -prosegue Minardi- che abbiano usato la pista di Jerez per raccogliere più dati possibili e confrontarli con quelli ottenuti tra simulatore e galleria del vento. L’arrivo dello spagnolo come tester potrebbe aiutarli in questo senso. Dalle sue dichiarazione ai media pare che debbano migliorare nell’hardware del simulatore. Insieme al lavoro di Davide Rigon, che prosegue la sua ricerca, speriamo possano sopperire a quello che è una stonatura del mondo della F1. E’ inaccettabile il veto di provare prima di un mondiale così lungo. E’ importante trovare un compromesso decoroso che permetta ai team di scendere in pista anche in prospettiva 2014 con l’arrivo del motore turbo, aspetto interessante anche per il mondo delle auto di serie. Le prove vanno fatte fisicamente in pista, e non sono solo virtualmente".

"I long run -conclude il costruttore- sono sempre stati una caratteristica di Sebastian Vettel e ho la sensazione che RB abbia lavorato principalmente su affidabilità e soluzione gara, piuttosto che sulla ricerca dei tempi. Al di la dei segnali positivi della Ferrari è difficile stabilire ancora una gerarchia in pista. Abbiamo certamente quattro team con una marcia in più, ma sarà interessante valutare gli step degli inseguitori. La Mercedes, dopo aver tentennato nelle prime due giornate, ha recuperato in affidabilità e percorrenza lasciandosi alle spalle quasi trecento tornate tra giovedì e venerdì".

Via | Minardi.it

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