GP Bahrain F1 2013, resoconto Pirelli dopo le qualifiche

Come abbiamo visto, le prove di qualificazione del Gran Premio del Bahrain di Formula 1 hanno consegnato la pole position a Nico Rosberg. Il pilota tedesco della Mercedes ha siglato il tempo di riferimento, girando in 1'32"330 con pneumatici P Zero White medium nominati da Pirelli insieme ai P Zero Orange hard sul circuito di Sakhir.

Il risultato cronometrico di Rosberg, ottenuto con la mescola morbida, è stato più rapido di un decimo di secondo rispetto a quello ottenuto da Sebastian Vettel nel 2012, quando il campione del mondo in carica guadagnò la posizione più felice in griglia di partenza.

Ricordiamo che alla fine della sessione, l'interprete di punta della Red Bull è giunto in piazza d'onore, seguito da Fernando Alonso con la prima Ferrari. Quarto e quinto tempo per Lewis Hamilton e Mark Webber, che però sono stati retrocessi in griglia, permettendo a Felipe Massa di scattare al fianco del compagno di squadra spagnolo.

Ecco il resoconto delle qualifiche fatto da Paul Hembery, Direttore Motorsport Pirelli: "A differenza della Cina, la chiave per gestire le gomme qui sta nel degrado termico, con temperature della pista ben al di sopra dei 40 gradi centigradi. La trazione in uscita di curve e le molte frenate impegneranno in particolare le gomme posteriori. Questo potrà essere un fattore limitante. La pista è in continua evoluzione, per cui vedremo tempi sempre più veloci, anche se il tempo della pole di quest’anno è già più rapido di quello della pole dello scorso anno, segnato con mescola morbida".

"Il divario di prestazioni tra le due mescole -prosegue Hembery- è inferiore rispetto a quanto visto in Cina, circa 0.6 secondi al giro, il che apre la strada a diverse strategie. In realtà, si è già visto nelle qualifiche, con i team che hanno adottato approcci diversi ad ogni sessione. Sorpassare è abbastanza semplice in Bahrain e sembra che la gomma dura sia quella da gara preferita. Il problema visto sulla Mercedes di Lewis Hamilton durante le prove libere non è stato provocato da un problema strutturale allo pneumatico, bensì da qualche detrito in pista".

Strategie, le previsioni Pirelli

Il minor divario di prestazioni tra le due mescole apre a molte possibili strategie differenti, il che non significa che l’una possa essere più veloce delle altre. Inoltre, non c’è molta differenza tra il partire con le hard o le medie.

La strategia a tre pit stop, però, potrebbe essere la più veloce: partenza con le hard, per passare a un nuovo set di hard al 10° giro, cambiarle con delle hard fresche al 25° giro, e infine montare un set di medie al 41°.

Un’alternativa è partire con le medie, sostituirle con nuove medie all’8° giro, passare a un altro set di medie al 24° giro, per finire la gara con un set di gomme dure cambiate al 38° giro.

Non è da escludere una gara a due soste, con due stint con le hard e uno con le morbide, a condizione che il pilota sappia tenere sotto controllo il degrado degli pneumatici posteriori durante i 57 giri della gara. Ancora una volta, pagherà avere un approccio flessibile alla strategia, anche se, con i sorpassi relativamente semplici, trovare un varco nel traffico è meno essenziale.

Foto | Pirelli.com

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