Bardalone celebra Mauro Nesti, mito delle cronoscalate

mauro nesti

La Società di Mutuo Soccorso “L'’Unione” di Bardalone (Pistoia), nell'’ambito dei due mesi di festeggiamenti estivi del Comune, ha organizzato per le 21 di sabato 12 luglio, presso la sede del sodalizio, un tributo a Mauro Nesti, pluricampione italiano ed europeo delle cronoscalate.

La festa in onore del glorioso pilota, promossa dai suoi concittadini (visto che è nativo del paese incastonato lungo la strada che da Pistoia porta all’'Abetone), vuole essere un momento per festeggiare un grande asso che nella sua lunga carriera, caratterizzata da 9 titoli europei, 17 campionati italiani e oltre 400 vittorie, ha dato un'’immagine forte e dinamica alla Montagna Pistoiese, conferendo un valore unico all'’automobilismo sportivo italiano.

Avere un Campione di questo valore come “vicino di casa” – -commenta il presidente del sodalizio Rudi Ducci- – spesso non ha permesso che fosse celebrato per quello che è e per quello che ha fatto. Per molti, nella Montagna Pistoiese e non solo, Mauro Nesti è stato una sorta di mito, una persona quasi inarrivabile ed invece è tutto il contrario, una persona normalissima dalla formidabile carriera. Abbiamo ritenuto giusto fargli sentire il calore della sua gente, ringraziandolo per quanto lustro, con le sue imprese sportive, ha dato ai nostri luoghi e per far capire a tutti cosa ha rappresentato per lo sport dell’'auto a livello mondiale"”.

Autentica leggenda delle corse automobilistiche in salita, a Mauro Nesti verrà dedicata una mostra fotografica che ripercorre i tratti più significativi della carriera. Nel corso della serata sarà esposta una delle sue mitiche vetture, l'’Osella PA9 compagna di tante sfide di successo.

Mauro Nesti

Da sempre definito il "Re della Montagna", a tutt'oggi è il pilota che vanta il maggior numero di vittorie al mondo (circa 400), con l’'invidiabile primato di ben 17 Campionati Italiani e 9 Titoli Europei vinti. Nato nel 1935 a San Marcello Pistoiese (Pistoia), inizia la sua carriera motoristica nelle due ruote nel 1953, in sella a una MV.

Non ancora ventenne si cimentava nel Campionato Italiano di Velocità nelle Classi 125 e 250cc. Nel 1955 fu chiamato dalla MV per condurre le moto ufficiali di allora nel Campionato. Ma la sua carriera motociclistica si fermava proprio in quel periodo, dopo che un tragico incidente alla 24 Ore di Le Mans (sempre nel 1955) causò la sospensione di tutte le attività motoristiche in pista di tutta Europa.

Bisogna attendere un'altra decina d'anni per rivedere Nesti alle corse: torna infatti nel 1963, stavolta sulle quattro ruote, al volante di un'Abarth 850 di serie prestatagli dal cugino, partecipando al Campionato Italiano di Velocità, in gare sia in pista che in salita. Successivamente acquista direttamente dalla casa un'Abarth 1000 con la quale ha vinto il suo primo titolo Nazionale.

Nella seconda metà degli anni '60 partecipa anche al Campionato Italiano di F.3 al volante di una Tecno, con la quale si batte contro avversari del calibro di Clay Regazzoni, Ronnie Peterson e Tino Brambilla, quest'ultimo già incontrato in passato nelle gare motociclistiche. Non sono stagioni fortunate: la vettura ha spesso problemi alla centralina dell'accensione e per Nesti sono gare spesso da dimenticare.

Gli anni '70 iniziano con le prime esperienze al volante di vetture "Prototipo" (la prima, un'Abarth 1000 nel 1970 per poi passare l'anno seguente ad un'Ams 1000). I risultati sono buoni, ma le possibilità economiche di Nesti non gli consentono il definitivo "salto di qualità" con vetture più potenti, per cui medita il ritiro dalle competizioni.

La svolta arriva quasi immediatamente: conosce a Imola i proprietari di un'azienda specializzata in saldatrici, la "Cebora" (a cui resterà indissolubilmente legato in circa 30 anni di competizioni), i quali intravedono in lui grosse potenzialità e gli consentono l'acquisto di una Chevron 2000 con la quale vince subito, alla prima gara, la "Cesana-Sestriere" del 1972.

Da quel momento in poi nasce il mito, gara per gara, stagione dopo stagione. Chi avesse voluto sfidare le montagne con un’auto da corsa avrebbe dovuto prima confrontarsi con lui, l’uomo della Montagna Pistoiese: una battaglia spesso persa in partenza.

Via | Comunicato stampa

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