GP di Silverstone: l’analisi dell’ingegnere Gabriele Tredozi

Scopriamo Silverstone insieme all'ingegnere Magny Cours: l�analisi dell�ingegnere Gabriele Tredozi della Minardi

Archiviato il Gp di Magny Cours con la sua doppietta Ferrari e con in vista la tappa di Silverstone che si coreerà questo weekend, grazie al contributo del sito web Minardi vi riproponiamo l'analisi tecnica della pista ad opera dell’Ing. Gabriele Tredozi del team Minardi per scoprire insieme quali saranno le insidie e le condizioni che i piloti del circus troveranno sulla loto strada.

Analisi che per l'occasione è ancora più interessante visto che stiamo parlando del circuito in cui è nato il Mondiale di F1, il tracciato che ha fatto e fa tutt’ora la storia dell’automobilismo: la mitica Silverstone appunto. E già questo basta per alzare il nostro livello di attenzione oltre il massimo.

Quindi tutti sull'attenti e vediamo ormai come di consueto quali sono tutti i segreti della pista inglese grazie all’esperienza dell’Ingegnere Tredozi che ci fa la sua analisi del tracciato:

Silverstone è un tracciato completo, a livello di Barcellona, che richiede un carico aerodinamico medio - basso. Proprio per le sue caratteristiche di pista veloce l’efficienza è molto importante, così come una giusta ripartizione dei pesi, il baricentro basso e la rigidezza della monoposto.

E’ un tracciato in cui le qualità della vettura risaltano in particolar modo e in cui i freni non sono particolarmente sollecitati. E’ caratterizzato da curve molto veloci e per questo è fondamentale avere una vettura stabile senza sovrasterzo: il complesso Becketts e la Bridge sono curvoni molto veloci e quindi molto importati per segnare un buon riscontro cronometrico.

Caratteristica altrettanto importante è la trazione, soprattutto nella parta finale del tracciato che immette sull’ultima curva da fare in accelerazione e che porta sul rettilineo finale. Bisogna cercare di uscire bene per una buona accelerazione.

Il grip dell’asfalto è abbastanza buono anche se comunque le gomme sono molto sollecitate, in particolar modo quelle di sinistra in quanto la maggior parte delle curve veloci si trovano a destra. Proprio per questo aspetto la tattica di una sola sosta non è consigliabile e la maggior parte dei team opterà per i due stop, nonostante la corsia box sia relativamente lunga. Viste le altre velocità sorpassare non è facile anche perché bisogna stare attenti a non perdere il carico seguendo la scia.

I punti in cui si potranno vedere dei sorpassi sono fondamentalmente due: alla prima curva, la Copse, anche se non è certamente facile, e alla “Stowe”, la variante a destra dopo le Maggotts-Becketts-Chapel da percorrere in quarta marcia a 199 km/h.

Dal punto di vista visico del pilota Silverstone è molto dura, infatti il colle è sollecitato ad alti G laterali: alal prima curva si toccano i 5G, mentre alla Bechetts si arriva anche a 6G

Proprio per queste caratteristiche la messa a punto non è certamente facile ed è molto importante ottimizzare al meglio la macchina: questo da un maggior margine di miglioramento".

via | Minardi

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