F1, Sebastian Vettel estende fino al 2015 il contratto con la Red Bull

La Red Bull ha prolungato il contratto con Sebastian Vettel fino al termine della stagione agonistica 2015. Il campione del mondo in carica estende così di un anno il rapporto con il team di Milton Keynes, in scadenza alla fine del 2014.

Vettel è considerato da molti il discendente del connazionale Michael Schumacher. Lo scorso anno, in Brasile, ha incassato il suo terzo campionato del mondo di Formula 1 consecutivo. Mai nessuno aveva fatto meglio di lui alla stessa età. La gloria lo ha baciato meritatamente: anche se ha avuto la macchina più efficace del lotto, si è dimostrato all'altezza della situazione. Il confronto con il compagno di squadra Mark Webber, anche lui bravo al volante, sta a dimostrarlo.

Il detentore del titolo vanta diversi primati, che illuminano il suo palmares. Nessuno è riuscito a centrare l'obiettivo iridato con meno anni dei suoi. L'asso di Heppenheim vanta lo stesso record anche per quanto riguarda pole position, podio e successo in gara: traguardi raccolti a un avanzamento anagrafico minore rispetto ad ogni altro interprete del Circus. L’anno scorso si è ripetuto con il terzo alloro mondiale, guadagnato prima di tutti.

Il suo ingresso nella categoria risale al Gran Premio di Turchia del 2006, nei panni di terzo pilota e collaudatore della Bmw Sauber. Sin dal primo momento Vettel si mette in evidenza per il suo temperamento, che lo porta a guadagnare le luci dei riflettori a suon di ottime prestazioni. Il debutto agonistico avviene nel Gran Premio degli Stati Uniti del 2007, quando sostituisce l'infortunato Robert Kubica. A fine gara giunge ottavo, guadagnando un punto nella sua prima corsa in Formula 1. Dalla tappa in Ungheria sostituisce Scott Speed alla Toro Rosso, poi ottiene il quarto posto in Cina. Quanto basta per confermarlo anche per il 2008, dove in Belgio giunge quinto.

Ma è a Monza che guadagna la consacrazione, con la pole position e il successo finale, maturato in condizioni impervie. Una vittoria autorevole, frutto di un'azione che lo vede al comando dal primo all'ultimo giro. Nessun pilota era mai riuscito nell'impresa in età più giovane. Il suo potenziale emerge anche nelle sfide successive, facendogli ottenere l'ingaggio come pilota titolare alla Red Bull nel 2009, dove sostituisce David Coulthard, giunto all'apice della carriera.

Nella prima gara con la nuova scuderia si rende protagonista di una collisione con Kubica a 3 giri dal termine, che lo mette fuori gioco. Poi le cose vanno meglio, con la pole position sulla pista di Shanghai. Mai le monoposto austriache erano state così avanti in griglia. Sullo stesso impianto, poche ore dopo, guadagna la seconda vittoria in carriera, la prima per la squadra. E' l'inizio di un percorso felice, chiuso nel 2009 alle spalle di Jenson Button, vincitore del titolo. Nel 2010 è toccato a lui guadagnare il trono della specialità. Poi si è ripetuto nel 2011 e nel 2012. Anche quest’anno è messo bene, visto che governa la classifica iridata.

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