F1, Parr: "Le auto clienti segnerebbero la fine di questo sport"

In Formula 1 non si parla solo del presente, ma si lancia spesso lo sguardo verso il futuro, anche per capire l’indirizzo che prenderà la categoria.

Nel corso di una recente riunione dei team, andata in scena nel weekend del Gran Premio del Canada, la Ferrari ha sottoposto agli altri la possibilità di introdurre delle monoposto clienti nel Circus.

Questo è quanto riferisce il sito di F1 Times, che racconta altri dettagli. L’idea, a lungo sostenuta dal presidente Luca di Montezemolo, punterebbe alla fornitura di chassis alle squadre più piccole, per alleviarne gli sforzi finanziari.

A quanto pare la cosa non ha suscitato particolari entusiasmi fra i presenti, che hanno prontamente respinto la proposta, priva del sostegno della maggioranza dei team.

Fra i più fermi oppositori ci sarebbe la Williams. Le ragioni non sono spiegate in modo diretto, ma ci pensa l’ex presidente Adam Parr a fornire delle indicazioni chiarificatrici: “Io non so quanto sia probabile la prospettiva che si giunga a questo. Credo, tuttavia, che una mossa del genere segnerebbe la fine della Formula 1. L’eventuale arrivo di una simile prospettiva sarebbe un misero fallimento per la Fia, per Bernie Ecclestone e per il nostro sport”.

Parr dice la sua anche sulle norme vigenti, difendendo alcune scelte che secondo molti (me compreso), hanno portato ad intossicare la genuinità del confronto: “A differenza di altri, sostengo pienamente la presenza del DRS e l'approccio di Pirelli. Il primo si limita a compensare lo svantaggio delle auto che seguono, aumentando le possibilità di sorpasso. Le gomme contribuiscono a dinamiche di gara più movimentate, senza colpire nessuno in modo specifico, dal momento che sono uguali per tutti. Oggi, a differenza che in passato, l’esito delle gare è spesso imprevedibile. Non era così fino a qualche anno fa”. Voi che ne pensate?

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