Hamilton il ragioniere: "A volte bene non attaccare"

Hamilton vuole il titolo, senza strategie banzaiGiovane ed irruento ma non stupido. Lewis Hamilton sembra pronto a limare uno dei suoi principali "difetti", ovvero quella irruenza - spinta dalla voglia di vincere e primeggiare sempre - che l'anno scorso e anche quest'anno non sempre gli è stata amica. Un cambiamento nel modo di vedere le cose di Lewis che già si è potuto apprezzare nel corso del GP di Singapore quando con le Ferrari tagliate fuori dal discorso vittoria, il pilota della McLaren ha gestito la situazione attaccando solo quando era necessario per passare David Coulthard.

Insomma avremo un Lewis Hamilton calcolatore? Per ora è presto per dirlo: ma a tre gare dalla fine della stagione l'inglese ha già dimostrato di sapersi accontentare di un terzo posto che vale oro visto che adesso può permettersi tre secondi posti per diventare campione.

Certo, non bisogna neanche esagerare nell'essere ragionieri, ma anche lui ha notato che frenare l'irruenza a volte aiuta. Come ha ammesso in una recente intervista, seppure specificando la sua natura di "conquistatore":

"Odio correre per i punti, ma penso che al momento i benefici di un approccio prudente siano evidenti. Penso di aver imparato qualcosa a Singapore, ero dietro a David Coulthard. A priori, uno direbbe di evitare errori inutili. Tra le parole e le azioni, però, c'è una bella differenza. Al volante, può essere difficile frenare l'istinto che si è sviluppato dall'età di 8 anni".

Ma Singapore il pilota McLaren è riuscito ad arginare la sua voglia di attaccare a tutti i costi: "È stata un'esperienza utile, c'erano meno pressioni del solito, la vittoria non era un obbligo. Ho cominciato a pensare al Mondiale".

E ora arriva il sempre più atteso GP del Fuji, in Giappone, dove lo scorso anno Lewis vinse in modo rocambolesco - "Amo il Giappone, lo scorso anno abbiamo corso sotto la pioggia e con poca visibilità ma la gara è stata divertente" - anche se ci furono molte polemiche per il suo comportamento in regime di Safety car.

Ma alla fine non venne ritenuto responsabile dell'incidente tra la Red Bull dell'australiano Mark Webber e la Toro Rosso del tedesco Sebastian Vettel. Per cui nessuna differenza per Lewis se pioverà o no "bagnato o asciutto, non ha importanza", ma forse qualche pensiero in più durante la corsa quest'anno lo avrà. Alla classifica.

via | Gazzetta

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