Una voce fuori dal coro su Hamilton: Paolo Beltramo invoca lo show

Hamilton: è lui il vero spettacolo della F1?
Che Lewis Hamilton sia facile bersaglio di critiche e anche fin troppo attaccato dai media è una realtà. Ma è pur sempre vero che l'inglese non ha mai fatto molto per cercare di rendersi più simpatico, disponibile o anche solo credibile.

Le sue tante dichiarazioni, un modo di fare in pista fin troppo aggressivo ed il suo totale ruolo di "prima donna" in McLaren son tutte cose che al pubblico del resto non piaciono. La gente vuole campioni, ma fuori dalla pista quanto dentro: e fino ad oggi il ragazzo non lo è ancora stato in nessuno dei casi, pur spesso comportandosi da tale.

Ma questo non toglie che l'arrivo di Lewis nella Formula1 sia stato un fatto positivo, non solo perchè è un pilota molto veloce, e capace di guizzi di genio spesso interessanti. E proprio partendo da queste considerazioni c'è chi - Paolo Beltramo una delle "voci" del Motomondiale" - ha deciso sulle pagine di Mediaset di dire la sua sul pilota inglese. Controcorrente.

E visto che la cosa ci è piaciuta, vi riportiamo le parole di Beltramo, uno di quelli che in fatto di gare, piloti e polemica la sa (e la ha vista) lunga. Ecco il suo pensiero, che oltrettutto in molti punti sento di condividere, seppure ci sia un qualcosa di fondo in Hamilton che ad oggi non mi convince. E credo di non essere il solo a pensarla così. Ma intanto ecco il Beltramo pensiero su Hamilton, tutto da commentare per voi!

"Prendetela, se volete, come un'altra piccola provocazione. Sono anni, anzi lustri, se non proprio decenni, che della Formula 1 si dice sia noiosa, come se non accadesse mai nulla di eccitante. Da un paio di stagioni in qua, però, le gare sono molto più divertenti e molto più di "qualcosa" accade di frequente. Arrivo a dire, io che amo e seguo le moto - e che con la F1 non ho nulla a che fare - che recentemente le corse sono diventate divertenti quasi quanto quelle della MotoGp.

Perché? Perché la F.1 ha lavorato sulle macchine per renderle più umane togliendo molta elettronica, ma soprattutto perché è arrivato uno che ci prova sempre, anche esagerando, sbagliando, facendo casino: Lewis Hamilton. E loro che fanno, invece di tenerselo stretto e ringraziarlo? Quasi tutte le volte che tenta un sorpasso che non sia facile, scontato, patinato, allineato, lo penalizzano sicuro.
Non credo che sia giusto: qui, se si usasse lo stesso metro, in 125cc o in 250cc non finirebbero le gare più della metà dei partenti. Avrebbero squalificato Rossi per la spallata a Gibernau o per la durezza di Laguna Seca con Stoner.

Insomma, io credo che non sia stata, quella giapponese alla prima curva, una manovra da penalizzare, ma molto più semplicemente un errore. Tanto più apprezzabile nella sua temeraria follia proprio perché commesso da chi invece avrebbe avuto tutti gli interessi a starsene buono, buono. Gli fosse andata bene saremmo qui a parlare di un fenomeno. Un po' come se a Rossi, in Giappone, fosse capitato di cadere mentre cercava di vincere la gara nella quale poteva arrivare terzo e diventare ugualmente otto volte campione del mondo.
Certo, Rossi non è caduto, mentre Hamilton ha creato tutto quel casino: ma se non ci prova nessuno, il Rossi o almeno il Simoncelli dell'auto, dove lo trovano? E soprattutto: noi come ci divertiamo?"

via | Sport Mediaset

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