Auto piloti F1: la Ferrari Gto di Eddie Irvine

Eddie Irvine, per diversi anni, si è goduto una magnifica Ferrari Gto come auto stradale. L’ex pilota automobilistico britannico, oggi convertito alle attività di impresa, ha guidato in Formula 1 dal 1993 al 2002, disputando 148 Gran Premi, quattro dei quali vinti.

I colori difesi sono stati quelli di Jordan, Ferrari e Jaguar, mentre il miglior risultato finale è il secondo posto in classifica conduttori guadagnato nel 1999 con la casa di Maranello.

Di questa porta la firma una delle auto più belle possedute da Irvine, che ha aperto una dinastia giunta oggi alla Ferrari LaFerrari, fresca discendente di una stirpe che annovera nelle sue file capolavori come GTO, F40, F50 ed Enzo. L'ultima “rossa” in tiratura limitata esprime al massimo livello l’arte, la competenza e la filosofia della casa emiliana, scrivendo scenari inediti in termini di prestazioni e tecnologia.

Partiamo, però, da dove inizia la storia di queste serie speciali dell'era moderna, con un breve ritratto della prima perla della collana, rappresentata dalla GTO, una delle opere di Maranello più belle di tutti i tempi. I muscoli della sua carrozzeria conquistano al primo sguardo. Questa vettura, nata nel 1984, sfrutta l'esperienza della Formula 1, con ampio impiego di materiali compositi.

L'otto cilindri biturbo di 2.855 cc spinge con forza travolgente, grazie ai 400 scalpitanti cavalli. Ogni pressione sul pedale dell'acceleratore si traduce in uno schiacciamento delle vertebre sul sedile, fino ai 305 km/h di velocità di punta. Una vera belva, da vivere nella guida e da ammirare nello stile. Siamo sicuri che Irvine si è divertito tantissimo con questa belva.

A lei ha fatto seguito la F40, il cui ascino inimitabile ne fa un'icona della casa di Maranello. La sua nascita risale al 1987, per celebrare i 40 anni di attività del marchio. Il nome deriva da Ferrari Fourty, suggerito dal giornalista Gino Rancati al Commendatore, per siglare il nuovo modello nel segno della ricorrenza, con un abbinamento molto simile a quelli utilizzati per identificare i caccia militari.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail