Motore unico: la Ferrari minaccia l'abbandono della F1

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La disponibilità dei motoristi ad allungare la vita utile dei propulsori e ad impegnarsi a fornire i team minori a condizioni vantaggiose sono due punti importanti dell'intesa stipulata a Ginevra fra Fia e Foca. Soprattutto perché scacciano il rischio di un "cuore" unico per le monoposto. L'idea pare a questo punto tramontata, come testimoniano le parole di Flavio Briatore.

Ma il fatto che la Fia non abbia ancora disdetto la gara d'appalto per l'assegnazione della progettazione e realizzazione dell'unità standard per il 2010 lascia aperte le porte del dubbio. Questo spinge le scuderie a non mollare la presa, facendo valere tutto il loro peso affinché il gruppo di Max Mosley non ignori ciò che l'evidenza impone. In quest'ottica va letto il comunicato ufficiale diramato dalla Ferrari in occasione della riunione dei suoi vertici.

In esso si legge quanto segue: "Il Consiglio di amministrazione, riunitosi sotto la presidenza di Luca di Montezemolo ha esaminato le prospettive regolamentari della Formula Uno, anche alla luce della grave situazione economica internazionale.

Pur confermando il suo pieno impegno per una sostanziale e necessaria riduzione dei costi a partire dai propulsori, ha tuttavia espresso forte preoccupazione circa i progetti di equalizzazione o standardizzazione dei motori, che priverebbero la Formula Uno della sua stessa ragion d'essere, basata su competizione e sviluppo tecnologico.

E' così che Ferrari ha interpretato la sua ininterrotta presenza fin dalla prima edizione del Campionato Mondiale di Formula 1 nel 1950. Qualora questi elementi venissero meno, l'organo direttivo si è riservato di valutare, insieme ai propri partner, l'opportunità di mantenere la propria presenza in questa disciplina".

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