Targa Florio, programma e percorso di una corsa fuori pericolo

Aveva rischiato di saltare, interrompendo in modo inglorioso una tradizione nobile, ma per fortuna l'impegno degli appassionati e la lungimiranza di alcune istituzioni hanno impedito la cancellazione della Targa Florio dal calendario agonistico 2013.

La corsa più antica del mondo è salva, tirando fuori da un incubo agli sportivi di tutto il pianeta, che temevano il peggio. In realtà il precipizio è stato sfiorato, ma poi si è evitato il disastro.

Ora è tempo di lavorare alla messa a punto dei dettagli. Quella che si profila all'orizzonte sarà una Targa Florio ricca di novità, senza perdere il rapporto con la storia della mitica corsa siciliana.

Sulle Madonie, dal 27 al 29 settembre, andrà in scena una bella sfida, la settima del Campionato Italiano Rally. I lavori procedono su due piani. Il primo, quello che riguarda più da vicino l'Automobile Club d'Italia, è la ricerca di nuove risorse che consentano di chiudere il budget per la disputa dell'evento.

L'altro è quello dello studio e della ottimizzazione di tutti gli aspetti tecnici e sportivi della corsa, operazione portata avanti congiuntamente dagli uomini dell'ACI Palermo e da quelli di Automobile Club d'Italia.

Il sentiero agonistico prevede il prologo nella giornata di sabato 28 settembre, con partenza davanti al teatro Politeama, considerato uno degli scenari di avvio più intriganti d'Europa. La gara si articolerà su quattro tratti cronometrati da ripetersi tre volte: Targa, Lascari, Piano Battaglia e Polizzi.

La partenza, l'arrivo, lo shakedown, i parchi assistenza, il quartier generale del rally e la sala stampa saranno a Campofelice di Roccella, il cui territorio ospitò la partenza delle prime edizioni della Targa Florio. Il ridente comune madonita, affacciato sul mare, recupera così un rapporto con la verità storica, a lungo taciuta ai suoi danni.

Come sappiamo, l’amore per un luogo è il carburante che alimenta il motore della ricerca storica, specie quando il numero di ottani deriva dalla consapevolezza di aver subito un torto. Questa percezione, supportata da una buona base documentale, ha dato la forza agli appassionati di Campofelice di Roccella per intraprendere qualche anno fa una “battaglia” sulla paternità delle tribune della prima edizione della cosa di don Vincenzo Florio, disputata il 6 maggio del 1906.

Alla fine il loro impegno ha prodotto i suoi frutti, facendo emergere una verità diversa da quella che veniva fatta passare per buona su molte pubblicazioni, comprese quelle specializzate nella mitica sfida automobilistica siciliana. Adesso tutti sanno che gli spalti ai margini della linea di partenza della tappa d’esordio, che aprì le porte al luminoso cammino agonistico, non erano a Buonfornello (Termini Imerese), ma in contrada Pistavecchia, a Campofelice di Roccella.

Questo risultato, anche se raggiunto con decenni di ritardo, ha rappresentato la migliore ricompensa per i fautori della rivendicazione, guidati dal maestro Gaetano Messina, grande cultore della corsa. La loro iniziativa, scevra da interessi personali, è la testimonianza tangibile di una grande passione e di un radicato attaccamento al Comune creato da don Gaspare La Grutta. Anche lui andrebbe fiero della determinazione dei suoi figli, spinti a difendere i valori della località da lui fondata.

Foto | Acisportitalia.it

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