GP Belgio F1 2013: Greenpeace protesta ed attacca Shell e la Formula 1

Attivisti della ONG hanno manifestato prima e dopo il GP del Belgio: hanno esposto uno striscione e tentato l'assalto al podio. La protesta contro attività di perforazione nell'Artico.


Protesta Greenpeace durante il GP del Belgio 2013

Gli attivisti di Greenpeace hanno nuovamente organizzato una rumorosa campagna di protesta, questa volta durante le battute iniziali e finali del Gran Premio del Belgio di Formula 1. Cinque esponenti dell’organizzazione non governativa hanno dapprima esposto un provocatorio striscione nei confronti di Shell, principale sponsor della manifestazione e colpevole di promuovere trivellazioni nell’Artico in cerca di nuovi giacimenti di petrolio. Lo striscione – calato dalla tribuna principale – era lungo una 20ina di metri e riportava lo slogan ‘Arctic oil? Shell no!’, accompagnato dall’hashtag SaveTheArtic.

Protesta Greenpeace durante il GP del Belgio 2013
Protesta Greenpeace durante il GP del Belgio 2013
Protesta Greenpeace durante il GP del Belgio 2013

La protesta si è poi sviluppata anche a fine gara. Durante la cerimonia di premiazione un’attivista si è calata fin quasi a raggiungere il podio, prima di essere fermata dai responsabili della sicurezza. Il suo striscione era ancora più esplicito: “Congratulazioni! Adesso aiutateci a salvare l’Artico!”. Il Daily Mail riferisce inoltre di un terzo tentativo, questa volta fermato dai membri della sicurezza: un membro della ONG stava infatti cercando di arrampicarsi sul podio quand’era ancora occupato dai piloti. Per leggere il comunicato di Greenpeace vi rimandiamo su Autoblog.

Protesta Greenpeace durante il GP del Belgio 2013
Protesta Greenpeace durante il GP del Belgio 2013
Protesta Greenpeace durante il GP del Belgio 2013

Da parte nostra ci sentiamo di esprimere una riflessione.

Ci si chiede perché questi tizi abbiano scelto il nostro amato sport come vetrina per la loro azione dimostrativa. Sicuramente sulla decisione avrà pesato la visibilità a costo zero guadagnata su scala planetaria. Anche la connessione del mondo delle corse con l’universo petrolifero ha avuto il suo peso specifico.

Senza entrare nel merito della protesta di GreenPeace, ritengo che sia stato sbagliato interferire con un evento di gioia e passione come una gara di Formula 1, specie in un contesto sacro per gli appassionati come quello di Spa-Francorchamps.

In genere non provo simpatia per i disturbatori e in questo caso gli attivisti si sono dimostrati tali. Ognuno deve far valere le proprie ragioni nel contesto più appropriato, senza entrare a gamba tesa nelle dinamiche di vita altrui. Questo vale anche per lo sport.

Oggi gli autori dell’azione dimostrativa non hanno turbato il regolare svolgimento della gara, ma in qualche modo hanno violato la purezza dell’evento, creando una distrazione inopportuna, frutto di una mancanza di galateo e di sensibilità verso il pubblico dell’evento. Per protestare e guadagnare spazio mediatico ci sono altri sistemi, che fanno più onore alle intelligenze di chi pone in essere simili raid. Speriamo che il rito non si ripeta.

Protesta Greenpeace durante il GP del Belgio 2013
Protesta Greenpeace durante il GP del Belgio 2013
Protesta Greenpeace durante il GP del Belgio 2013
Protesta Greenpeace durante il GP del Belgio 2013
Protesta Greenpeace durante il GP del Belgio 2013
Protesta Greenpeace durante il GP del Belgio 2013
Protesta Greenpeace durante il GP del Belgio 2013
Protesta Greenpeace durante il GP del Belgio 2013
Protesta Greenpeace durante il GP del Belgio 2013
Protesta Greenpeace durante il GP del Belgio 2013
Protesta Greenpeace durante il GP del Belgio 2013
Protesta Greenpeace durante il GP del Belgio 2013
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