F1 GP Belgio: le nostre pagelle

La nostra pagella semiseria sul Gran Premio del Belgio. Da leggere con il sorriso sulle labbra...

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Il Gran Premio del Belgio è da sempre uno fra i più divertenti e ricchi di contenuti. Vuoi per l’estrema difficoltà della pista, per le condizioni metereologiche variabili e per il momento in cui si disputa, quando le voci di mercato iniziano a trasformarsi in ipotesi concrete. Abbiamo quindi deciso di redigere un pagellone. Un pagellone semiserio, divertente, con cui giudicare il meglio ed il peggio visto nella tre giorni belga.

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L'autorità di Vettel: voto 46


46 come i punti di vantaggio sul primo inseguitore. Sebastian Vettel (voto 10) si è nuovamente reso protagonista di un week end ineccepibile, primo di macchie, lasciando sfogare Hamilton (prima in qualifica e poi in gara) ed imponendo il suo terrificante ritmo. Il tedesco è sempre più in testa quando mancano solo 8 gare al termine del campionato.



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L'incidente di Di Resta e Maldonado: voto 4


L’incidente fra Paul di Resta e Pastor Maldonado è uno fra i più goffi e grotteschi dell’intero campionato, tanto più che il 27enne della Williams ha utilizzato la medesima scusante di un neo-patentato: “Non mi sono accorto che Paul fosse sulla mia traiettoria”. Il pilota britannico si è dovuto ritirare, mentre il collega ha scontato uno stop forzato di 10 secondi ai box.

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Le capacità degli attivisti di Greenpeace: voto 7


La forma e la modalità dell’esibizione ci hanno lasciato perplessi, ma è innegabile riconoscere la bravura degli attivisti di Greenpeace: arrampicarsi sulla tribuna principale e calarsi fin quasi a raggiungere il podio non sono operazioni alla portata di tutti. Notevole anche l’accrocchio realizzato per issare una bandiera sul parapetto del podio.


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La manifestazione di Greenpeace: voto 0


Il flash mod degli attivisti Greenpeace si è rivelato inqualificabile. Abbiamo già espresso la nostra posizione, quindi ci limitiamo a sottolinearne l’ipocrisia e la possibilità di ottenere a costo zero una vetrina planetaria. Dobbiamo comunque rivolger loro un applauso: hanno finalmente reso meno ingessato e politically correct un Gran Premio di Formula 1…




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Il circuito e la rimonta di Alonso: voto 9


La pista di Spa-Francorchamps ha il poter sbiadire e spegnere il fascino dei circuiti di recente progettazione. Non capiamo (anzi, lo capiamo benissimo… purtroppo) come ciclicamente si possano rincorrere voci inerenti una sua fuoriuscita dal circus. Voto 9 anche per Fernando Alonso, autore di una gara aggressiva e corsa pressoché a testa bassa, senza tatticismi.




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Il problema pneumatici: voto 3


La nevrosi relativa alla tenuta dei pneumatici sembrava dovesse nuovamente contagiare piloti e scuderie. Si è poi scoperto che le forature accusate da Fernando Alonso e Sebastian Vettel erano dovute alla presenza di un componente in metallo, fattore che ha ridimensionato il problema. Legittimo e sacrosanto preoccuparsi della sicurezza, ma vorremmo che le questioni relative ai pneumatici non rappresentino più l’attualità e motivo su cui dibattere.



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La faccia di Ecclestone: voto 6


Il regista avrà sudato freddo. Pensava già a dove rivolgere le telecamere, a quale forma di censura applicare. Ed invece il capello brizzolato di Bernie Ecclestone è rimasto al suo posto, così come i suoi occhi non sono usciti fuori dalle orbite: l’incursione degli attivisti non lo ha scomposto più di tanto. Complice forse la presenza al suo fianco di Chris Horner, parso alquanto divertito…




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I responsabili della sicurezza: voto 1

La pagella del Gran Premio del Belgio 2013

I funzionari di sicurezza pensavano di godersi un tranquillo pomeriggio di fine estate. Ed invece sono stati chiamati all’ordine da alcuni attivisti, che hanno potuto arrampicarsi, calarsi e mandare in subbuglio l’altrimenti rigorosissima organizzazione del Gran Premio. L’espressione del valletto sul podio racconta tutto l’imbarazzo per uno scivolone che non sarebbe dovuto verificarsi.

La pagella del Gran Premio del Belgio 2013
La pagella del Gran Premio del Belgio 2013

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La gara di Raikkonen: voto 5


Kimi Raikkonen non si è rivelato brillante com’era invece lecito immaginarsi. Eppure il finlandese aveva tutte le carte in regola per condurre una gara aggressiva: le voci di mercato, la stilettata di Alonso e la possibilità di irrobustire la propria serie positiva. Il ritiro (non certo per colpa sua) rende opaca ed incolore una gara sul circuito in cui notoriamente si esprime con maggior convinzione.




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Le dichiarazioni di Alonso: voto 8


“Non avrei timore a correre con lui. Se ricordate bene nel 2008 e nel 2009 era alla Ferrari con Massa e Felipe lo ha più volte preceduto”. La diplomazia di Fernando Alonso è più tagliente di quella iraniana. Va comunque apprezzata la sua onestà, a rompere la tediosa procedura delle dichiarazioni finto buoniste e tanto paracule. Raikkonen saprà certamente come rispondergli…




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La mise di David Coulthard: voto 2


David Coulthard è intervenuto per la solita stucchevole intervista a fine gara. L’ex pilota ed oggi commentatore si è presentato con una mise decisamente rivedibile: pantaloni bianco ghiaccio, blazer blu e camicia lilla. Avrà fatto bisboccia con Briatore?



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