GP Belgio F1 2013, Domenicali si aspetta maggiore competitività

La Ferrari torna dal GP del Belgio di Formula 1 con un secondo e un settimo posto. A finire alle spalle di Sebastian Vettel, vincitore della sfida di Spa-Francorchamps, è stato Fernando Alonso, protagonista di una grande rimonta, che lo ha portato fino alla piazza d’onore, dopo il nono tempo in qualifica.

A Maranello ci sono buone ragioni per vedere in modo positivo la trasferta delle Ardenne e per guardare con speranza al futuro, ma il cammino all’orizzonte si profila irto di difficoltà.

Ecco le parole di Stefano Domenicali, sul sito ufficiale della casa di Maranello: “Dopo una qualifica che non aveva rispecchiato tutti i valori in campo, l'esito della gara ha dimostrato la reale competitività della nostra vettura. Questo secondo posto non era facile da ottenere e arriva dopo un mese difficile, dopo tante speculazioni cui volevamo rispondere con i risultati della pista. Certamente non ci basta, perché non potremo dirci soddisfatti finché non riusciremo a diminuire il distacco dalla Red Bull e ad essere in grado di lottare per la prima posizione. Nelle prossime gare cercheremo di migliorare la F138 per offrire a Fernando la possibilità di lottare per il Mondiale”.

Sembrano le solite frasi di rito del team principal del “cavallino rampante”, ma qui sono meno sconnesse dalla realtà rispetto a precedenti occasioni, quando il divario accusato in pista dalle “rosse” ammetteva poche giustificazioni, anche se gli uomini di Maranello cercavano di arrampicarsi sugli specchi per spiegare i fatti.

La F138 è stata consistente nella gara di Spa-Francorchamps, ma è ancora in ritardo nei confronti della Red Bull, specie in qualifica. Abbiamo detto mille volte che in Emilia Romagna si deve lavorare in fretta per recuperare il divario, altrimenti le speranze di gloria andranno ancora una volta ad infrangersi contro un muro di pietra.

Il fatto che pure una prestazione di spessore come quella offerta da Alonso nella sfida belga non abbia permesso di ridurre il gap dal vertice della classifica e che anzi lo abbia incrementato lascia poco spazio alla speranza, ma in ambito sportivo non bisogna mai alzare la bandiera bianca, specie se si porta un nome importante come quello della Ferrari.

I temi cruciali sono sempre gli stessi: miglioramento del passo in qualifica e in gara. Non si può dire che le “rosse” siano rimaste ferme, ma se non hanno agganciato i principali rivali vuol dire che il ritmo degli sviluppi non è stato sufficiente. Fino a quando la Ferrari non andrà a un passo molto più spedito della Red Bull nel processo di crescita è davvero difficile ipotizzare la gloria iridata nel 2013.

Resta poco tempo agli uomini del “cavallino rampante” per conservare la speranza, ma occorre tanto lavoro, con meno chiacchiere e più sostanza sul tavolo. I tecnici e gli operai lavorano molto, ma occorre ottimizzare meglio gli sforzi. Per l’anno prossimo, poi, non sarebbe sbagliato qualche cambiamento nell’organigramma, perché negli ultimi tempi ci sono stati diversi passi infelici, non degni della tradizione vincente del marchio. Vedremo a partire da Monza cosa succederà. Di solito il circuito brianzolo dà una spinta in più ai bolidi italiani.

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