F1, Force India si concentra totalmente sulla prossima monoposto

La Force India ha deciso di interrompere lo sviluppo della sua monoposto 2013. Questo è quanto svela Adrian Sutil, nelle sue dichiarazioni su Auto Motor und Sport, parzialmente riprese da Motorsport.

La VJM06 si è dimostrata consistente nel 2013, lottando con la McLaren per il quinto posto in classifica costruttori, anche se il recente passaggio alle nuove coperture ha fatto perdere un po’ di smalto in favore del team di Woking.

Ecco le parole di Sutil: “Ormai siamo pienamente concentrati sul 2014, quindi non sono previste delle novità per la stagione in corso. Forse potremmo superare i problemi contingenti, attraverso un’ottimizzazione delle variabili. Per il resto siamo proiettati verso il futuro”.

Questo non si prospetta semplice per le squadre più piccole, come la Force India, in virtù degli importanti cambiamenti regolamentari attesi per il 2014, che porteranno un ulteriore carico di difficoltà, per l’assoluta mancanza di controllo nei costi.

A farsi portavoce del disagio era stato nei mesi scorsi lo stesso Vijay Mallya, boss del team a capitale indiano. Le sue analisi sono condivise da molti protagonisti del Circus, che confermano la difficoltà del quadro per i team minori a partire dal prossimo anno, che registrerà l’arrivo dei nuovi motori V6 sovralimentati di 1.6 litri, il cui costo sarà superiore alle unità attuali, per il carico radicale di innovazioni rispetto alla situazione odierna, che ha imposto molti oneri di ricerca ai fornitori.

Mentre sul piano delle entrate le cose non sono molto rosee, i bilanci diventeranno più difficili da far quadrare per le formazioni meno abbienti, spremute da uscite maggiori. Mallya teme la situazione, come si può capire dalle sue dichiarazioni al sito ufficiale della Formula 1, riprese da Autosport: “Purtroppo i costi aumenteranno nel 2014. Invece di ridurne la portata, un gruppo ristretto di squadre ha deciso che mantenere il primato è più importante che guardare alla sostenibilità di questo sport. Ecco perché non si cerca di porre rimedio al problema degli oneri crescenti”.

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