GP Monza F1 2013: Vettel parla della sua pole position in Italia

Il GP Monza F1 2013 si presenta all’appello con i favori del pronostico per Sebastian Vettel, autore del miglior tempo nelle prove di qualificazione di ieri.

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L’asso tedesco della Red Bull ha guadagnato la pole position sul tracciato brianzolo, lasciando intuire le sue intenzioni per la gara odierna, dove potrebbe incrementare ulteriormente il vantaggio sugli avversari, costretti a subire il ritmo imperioso del campione del mondo in carica, chiaramente lanciato verso il quarto titolo iridato consecutivo.

Se riuscisse nell’impresa, un nuovo record illuminerebbe il suo palmares, perché nessuno è riuscito a fare altrettanto allo stesso avanzamento anagrafico. In attesa di vedere gli sviluppi della stagione, è giusto concentrare le attenzioni sulla corsa di oggi, che parte con le migliori premesse per lui.

A Monza possono giungere vari risultati, ma è indubbio che il passo messo in mostra da Vettel nella giornata di ieri costituisca un campanello d’allarme per gli avversari, a partire da quelli della Ferrari, che dovranno fare gli straordinari per contrastarne il passo.

Non sarà facile, perché il tedesco non sembra intenzionato a tradire le aspettative, anche se le sue parole ai microfoni di Sky sono improntate alla prudenza: “Ho grande fiducia nel mio team, nei cui uomini registro uno stato d’animo positivo, che aiuta a guardare con ottimismo al futuro. Non voglio pensare troppo avanti, mi limito a dire che sono felice per la mia pole e per il secondo posto di Mark (Webber, ndr.). Presto vedremo come andrà a finire la gara”.

Un eventuale successo a Monza del campione del mondo in carica ridurrebbe drasticamente le possibilità iridate degli avversari, che dovranno dare fondo alle loro energie per cercare di tenere aperto il discorso iridato, in attesa di una difficile rimonta. Cosa accadrà?

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F1, Schumacher: "Vettel può eguagliare i miei record"

Fino a non molto tempo fa sembrava che il record di sette titoli mondiali conquistato da Michael Schumacher sarebbe rimasto imbattuto, ma il ritmo dei successi conseguiti in pista da Sebastian Vettel potrebbe cambiare le cose.

Il primo a credere nella possibilità che il giovane connazionale possa eguagliare i suoi allori iridati è lo stesso asso di Kerpen.

Ecco le parole di Schumacher alla televisione belga Vier, riprese da Motorsport: “Sebastian ha il miglior pacchetto, quindi può continuare la striscia vincente. I primati non sono eterni ed esistono per essere superati. Questa è stata una filosofia che ho sposato nella mia carriera agonistica. Lui ha già tre titoli, conseguiti in poco tempo. Perché non dovrebbe arrivare a sette?

Vettel, del resto, a dispetto della sua prudenza, che lo porta a ritenere impossibile il conseguimento del traguardo, è già in corsa per il quarto successo mondiale a 26 anni, quando il Keiser sognava ancora questo obiettivo. L’asso della Red Bull diventerà il pilota più vittorioso di tutti i tempi? Difficile dirlo, bisognerà aspettare gli eventi.

Il detentore del titolo vanta diversi primati, che illuminano il suo palmares. Nessuno è riuscito a centrare l'obiettivo iridato con meno anni dei suoi. Vanta lo stesso record anche per quanto riguarda pole position, podio e successo in gara: traguardi raccolti a un avanzamento anagrafico minore rispetto ad ogni altro interprete del Circus. L’anno scorso si è ripetuto con il terzo alloro mondiale, guadagnato prima di tutti.

Il suo ingresso nella categoria risale al Gran Premio di Turchia del 2006, nei panni di terzo pilota e collaudatore della Bmw Sauber. Sin dal primo momento il tedesco si mette in evidenza per il suo temperamento, che lo porta a guadagnare le luci dei riflettori a suon di ottime prestazioni. Il debutto agonistico avviene nel Gran Premio degli Stati Uniti del 2007, quando sostituisce l'infortunato Robert Kubica. A fine gara giunge ottavo, guadagnando un punto nella sua prima corsa in Formula 1. Dalla tappa in Ungheria sostituisce Scott Speed alla Toro Rosso, poi ottiene il quarto posto in Cina. Quanto basta per confermarlo anche per il 2008, dove in Belgio giunge quinto.

Ma è a Monza che guadagna la consacrazione, con la pole position e il successo finale, maturato in condizioni impervie. Una vittoria autorevole, frutto di un'azione che lo vede al comando dal primo all'ultimo giro. Nessun pilota era mai riuscito nell'impresa in età più giovane. Il suo potenziale emerge anche nelle sfide successive, facendogli ottenere l'in-gaggio come pilota titolare alla Red Bull nel 2009, dove sostituisce David Coulthard, giunto all'apice della carriera.

Nella prima gara con la nuova scuderia si rende protagonista di una collisione con Kubica a 3 giri dal termine, che lo mette fuori gioco. Poi le cose vanno meglio, con la pole position sulla pista di Shanghai. Mai le monoposto austriache erano state così avanti in griglia. Sullo stesso impianto, poche ore dopo, guadagna la seconda vittoria in carriera, la prima per la squadra. E' l'inizio di un percorso felice, chiuso nel 2009 alle spalle di Jenson Button, vincitore del titolo. Nel 2010 è toccato a lui guadagnare il trono della specialità. Poi si è ripetuto nel 2011 e nel 2012. Ora è sulla buona strada per farcela nel 2013.";}}

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