GP Monza F1 2013, altro successo Renault con Vettel

Il GP Monza F1 2013 si è chiuso in modo felice per Sebastian Vettel, che si è imposto nella sfida brianzola con la sua Red Bull motorizzata Renault.

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Per la casa francese, fornitrice delle unità propulsive per le “lattine volanti”, si tratta di un risultato da incorniciare, perché allunga una bella sequenza destinata a tradursi nel quarto titolo iridato consecutivo, a meno di improbabili miracoli da parte degli avversari, che comunque non vogliono arrendersi prima che la matematica chiuda le porte.

In attesa di scoprire l'andamento futuro della stagione, Vettel festeggia la sua terza vittoria a Monza, che porta a quota sei i sigilli fin qui conquistati nel 2013.

Ecco le parole del campione del mondo in carica dopo la bandiera a scacchi: “La mia è stata una bella corsa. Sono orgoglioso di aver battuto la Ferrari a casa sua. Abbiamo fatto un ottimo lavoro, questa è una delle piste più difficili in calendario, ma la macchina è stata fantastica. Abbiamo archiviato una corsa incredibile, che ci ha consegnato il podio più bello della stagione". Peccato per i fischi finali del pubblico, ingenerosi verso il tedesco, anche se la passione porta il cuore verso altri lidi.

Tornando alla Renault, il risultato di ieri è stato reso ancora più dolce dal terzo posto di Mark Webber, che ha permesso alla casa francese di assicurarsi due presenze sul podio della gara italiana, dove Vettel maturò la prima vittoria della sua carriera nel 2008, al volante di una Toro Rosso. Da quel momento molta acqua è passata sotto i ponti.

Oggi l'asso tedesco ha tre titoli mondiali all’attivo, maturati con la Red Bull motorizzata Renault. Ovvia la soddisfazione della casa francese, espressa da Rémi Taffin, Direttore Prestazioni di Pista di Renault Sport F1: "Per un costruttore di motori è una sensazione fantastica vincere qui e ottenere un doppio podio è la ciliegina sulla torta. Tutte le otto vetture alimentate dalle nostre unità propulsive hanno concluso la gara, che è la più dura della stagione. Tre di esse sono finite a punti. Questa stagione si sta rivelando eccezionale per noi".

Ora si profilano altri impegni all'orizzonte, ma gli uomini della Régie non temono la sfida, perché certi di poter contare su un livello qualitativo dei loro prodotti che non lascia spazio a dubbi. Presto scopriremo che piega prenderà il palmares sportivo della Renault in Formula 1. La gloria finale sembra comunque molto probabile.

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GP Italia F1 2013, anteprima dell'impegno Renault a Monza

Anche la Renault si prepara ad affrontare il Gran Premio d'Italia di Formula 1, che lancia i team del Circus verso la fase conclusiva della stagione. Il costruttore francese è pronto a sostenere la sfida di Monza, con la consapevolezza di chi motorizza il team campione del mondo, attualmente in testa alle due classifiche iridate.

Trattandosi di una pista ad alte prestazioni, come è ovvio che sia per un "tempio della velocità", sul tracciato brianzolo i propulsori saranno particolarmente sollecitati, ma gli uomini della Régie non hanno dubbi sulla loro capacità di tenere alla distanza.

Quello brianzolo è un banco di prova importante per i cuori delle monoposto, costretti ad offrire eccellenza nelle prestazioni e affidabilità assoluta, per non compromettere i giochi delle squadre. Da fuori può sembrare facile, ma dietro c'è un duro lavoro, che gli uomini francesi credono di aver svolto al meglio.

Ecco le parole di Rémi Taffin, Direttore Prestazioni di Pista di Renault Sport F1: "Il circuito viene percorso con il motore al massimo per più di tre quarti, con una velocità di oltre 320 km/h in quattro riprese. L’RS27 procederà a pieno regime per circa 20 secondi in due settori del circuito, ovvero il doppio rispetto a una pista da dragster. Solo le deportanze generate dagli alettoni impediscono all’auto di perdere il contatto con il suolo. La velocità raggiunta delle auto alla fine del rettilineo degli stand basterebbe a far decollare un piccolo aereo. Frenate brusche e accelerazioni improvvise sottopongono ogni componente a enormi carichi, per questo preferiamo utilizzare possibilmente motori nuovi".

In Lombardia il propulsore funziona a pieno regime sul 75% del circuito, ma con la massima efficienza stagionale sul fronte dei consumi.

Autodromo di Monza: tre tratti nel dettaglio

Rettilineo degli stand

Il rettilineo degli stand è uno dei quattro tratti del circuito che vengono percorsi a pieno regime. Dato che le velocità raggiunte su questo rettilineo sono le più elevate della stagione, è indispensabile utilizzare i rapporti del cambio più lunghi. La RS27 deve quindi utilizzare l’intera gamma di regimi. Di conseguenza, le cadute di regime tra una marcia e l’altra sono piuttosto importanti; ciò significa che non vengono impiegati solo i regimi più alti, come si potrebbe pensare, ma che viene testata l’intera

curva di potenza. La maggiore difficoltà in questo rettilineo è quella di usare il limitatore al momento giusto. Toccandolo troppo presto, il pilota diventa una facile preda dei concorrenti dietro di lui, che lo supereranno senza difficoltà. Ma anche se si aspetta troppo si ottiene lo stesso risultato, perché la velocità alla fine del rettilineo risulta insufficiente. Tutti questi aspetti sono molto meno evidenti di quanto potrebbe sembrare. Il minimo errore nella scelta dei rapporti può avere grosse ripercussioni in quanto si ripete ogni volta che il motore viene spinto al massimo.

Variante della Roggia

Nonostante i rettilinei di Monza siano spesso al centro delle discussioni, anche le chicane richiedono particolare attenzione. Nelle prime due, il pilota deve effettuare frenate brusche, passando da 300 a meno di 80 km/h, prima di poter tornare ad accelerare e superare i 300 km/h. I piloti tentano sempre di tagliare le chicane per accorciare la distanza, ma nel farlo tendono a passare sui cordoli. Quando ciò accade, l’auto può staccarsi da terra, anche se solo per una frazione di secondo, facendo scaricare il retrotreno e saltare il motore contro il ruttore. Gli ingegneri giocano con la regolazione dell’overrun per migliorare la stabilità posteriore in fase di frenata che, insieme alle deportanze aerodinamiche più basse della stagione, riveste un’importanza fondamentale. A conti fatti, le chicane e i relativi cordoli, che vengono gestiti in meno di due secondi, fanno perdere un’infinità di tempo se l’auto non è regolata correttamente.

La Parabolica

La Parabolica, che viene gestita in quarta a circa 180 km/h, è senz’altro la curva più complicata del circuito. Il motore deve fornire un livello di coppia costante su tutto il tratto, un po’ come nell’ultima curva a Budapest, ma a una velocità ben più elevata. È una situazione relativamente insolita e delicata per un motore di F1, in quanto non è la classica curva “point and squirt”, in cui il pilota frena, svolta e dà immediatamente gas. Gli ingegneri Renault devono quindi assicurarsi che la RS27 produca esattamente il livello di coppia desiderato dal pilota fino al termine della curva. Un repentino cambio di velocità potrebbe infatti destabilizzare l’auto e far perdere tempo. Inoltre, il pilota deve valutare con precisione l’accelerata, premendo il pedale quanto basta per mantenere la stabilità su tutta la curva.

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