GP Monza F1 2013: la gara dalla prospettiva di Alonso e della Ferrari

Il GP Monza F1 2013 si è chiuso per la Ferrari con il secondo posto di Fernando Alonso e il quarto di Felipe Massa. Nel complesso è un esito positivo per la scuderia del “cavallino rampante”, ma in chiave iridata il risultato di ieri risulta comunque penalizzante per le “rosse” e per i suoi uomini.

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Anche se il team di Maranello recupera il secondo posto in classifica costruttori, dove scavalca la Mercedes, lo svantaggio dalla Red Bull si fa ancora più marcato. Questo, con sempre meno gare all’orizzonte, rende più improbabile la prospettiva di una rimonta.

Stessa cosa succede in classifica conduttori, nonostante la performance di Alonso, artefice di una corsa di grande spessore sul circuito brianzolo, dove ha dato conferma della sua tempra. Oggi il pilota spagnolo della Ferrari si trova ancora più indietro rispetto a Sebastian Vettel, che ha siglato un altro successo in Italia.

A questo punto la matematica gioca sempre meno a favore dell’asturiano, ma ci sono stati casi di recuperi prodigiosi in passato. Ecco perché a Maranello non vogliono alzare bandiera bianca. La conferma giunge dal presidente Luca di Montezemolo, dopo il bagno di folla della sfida domestica: “L’abbraccio dei nostri tifosi ci dà ulteriore motivazione per lottare fino in fondo in questo campionato”.

Anche se la F138 regala incoraggianti segnali di ripresa, i passi avanti compiuti non sembrano sufficienti a contrastare la marcia delle “lattine volanti”. Se si vuole rimontare, bisogna migliorare ulteriormente le prestazioni generali della vettura, ma anche la gestione strategica del muretto. Un segnale concreto sulle prospettive delle “rosse” si avrà a Singapore, fra due settimane. Nel paese orientale si capirà fin dove potranno spingersi le ambizioni del “cavallino rampante”.

Gli appassionati, come i tecnici e i piloti, guardano a quell’appuntamento come ad una cartina di tornasole: un banco di prova dal quale trarre conclusioni importanti per il futuro.

Nell’attesa, Alonso preferisce parlare della gara di ieri: “Salire sul podio di Monza è sempre un’emozione speciale, perché è l’unico posto dove si riesce a sentire tutto l’amore dei tifosi per la squadra ed è il miglior premio alla fine di un weekend quasi perfetto”.

Non manca però qualche riferimento alla situazione generale: “Per il mondiale dobbiamo essere realistici, dato che non è facile recuperare il divario che paghiamo in classifica, ma in Formula 1 tutto può succedere, ecco perché non ci arrenderemo fin quando sarà possibile”. Sono sicuro che Fernando svolgerà al meglio la sua parte, cercando di portare tanta acqua al mulino delle “rosse”, ma è necessario che a Maranello si facciano degli sforzi supplementari sul piano qualitativo. Il potenziale c’è, anche se la speranza è sempre più debole per questa stagione.

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GP Monza F1 2013: Alonso, Massa e la Ferrari dopo le qualifiche

Le prove di qualificazione del GP Monza F1 2013 hanno consegnato un quarto e un quinto posto alle Ferrari di Felipe Massa e Fernando Alonso, finite in quest’ordine alle spalle di Sebastian Vettel, Mark Webber e Nico Hulkenberg, autore di una prestazione sorprendente.

Anche se la collocazione in griglia non è delle migliori, è indubbio che la consistenza messa in mostra dalle “rosse” racconti dei progressi compiuti nelle prove del sabato, tradizionale punto debole dei bolidi del “cavallino rampante” in questa stagione agonistica.

Il direttore tecnico Pat Fry non fa i salti di gioia, ma mette in risalto le sue impressioni positive sul sito ufficiale della casa di Maranello: “Anche se il nostro obiettivo non è mai la seconda o terza fila, le prestazioni registrate a Monza ci soddisfano, specie dopo i risultati in qualifica raccolti negli appuntamenti precedenti”.

Resta il fatto che anche quando alla Ferrari pensano di aver svolto un buon lavoro, le Red Bull sono sempre più avanti, rendendo difficile il sogno iridato, perché se Alonso non recupera in fretta lo svantaggio che lo separa da Vettel, bisognerà rimandare all’anno prossimo ogni ambizione.

Questo non sarebbe il massimo, ma è difficile pensare a uno scenario diverso, non certo per colpa del pilota spagnolo, che fa il possibile con una macchina inferiore alle “lattine volanti”, ancora una volta lanciate verso la gloria mondiale.

Ecco le parole dell’asturiano: “Rispetto alle qualifiche delle ultime gare, a Monza è andata bene, la monoposto era competitiva e abbiamo lottato con i migliori. Certamente non eravamo al livello delle Red Bull, che anche qui hanno fatto bene per tutto il fine settimana, ma in gara partiamo comunque in una buona posizione”.

Più contento di lui è Massa, che lo precede in griglia. Entrambi i ferraristi cercheranno di svolgere al meglio i loro compiti nella giornata odierna, ma è necessario un buon ritmo della F138, da cui i tifosi si aspettano un comportamento più incisivo nelle tappe che ci separano dalla chiusura delle danze. Fra qualche ora ne sapremo qualcosa di più.

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GP Italia F1 2013: la Ferrari di Montezemolo verso Monza

Si avvicina l’appuntamento con il Gran Premio d’Italia di Formula 1, che andrà in scena nel mitico circuito di Monza, dove si sono scritte alcune delle pagine più belle del motorismo da corsa. In questo scenario domestico la Ferrari cercherà di fare del suo meglio, per ricambiare l’affetto del pubblico.

L’impianto brianzolo offre un mix unico di velocità, ardimento e passione, in un dosaggio che interpreta al meglio i va-lori profondi della categoria.

Il rendez-vous brianzolo è molto amato dai piloti, specie da quelli del “cavallino rampante”, che apprezzano il caldo abbraccio della gente. Del resto, la sede della scuderia di Maranello sorge a poche centinaia di chilometri dal Parco Reale, teatro della gara tricolore. Qui gli uomini di Maranello cercano sempre di conseguire il risultato più luminoso, per regalare le migliori gioie ai tifosi di casa, ma anche per onorare al meglio la tradizione agonistica della scuderia italiana.

Quella lombarda è una gara speciale per tutti, specie per Luca di Montezemolo, la cui storia sportiva e personale è legata da un filo, ovviamente rosso, a quella del Gran Premio d’Italia. Ecco le parole del presidente sul sito ufficiale della Ferrari: “Tanti sono i ricordi che mi vengono in mente quando penso a Monza, bellissimi ma anche molto dolorosi. Penso ad esempio all’impressione che mi fece il tragico incidente che segnò l’edizione del 1961, con la vettura di von Trips che volò fra il pubblico alla Parabolica. Fu proprio a Monza, inoltre, che vidi il mio primo Gran Premio dal vivo, nel 1966: quel giorno vinse Lodovico Scarfiotti al volante di una Ferrari e fu l’ultimo successo di un pilota italiano nella corsa di casa”.

Molte le gioie sportive vissute in Brianza da Montezemolo, che però preferisce guardare avanti, come è giusto per un timoniere della sua portata: “Prima di ogni edizione della sfida cerco sempre di spronare i miei uomini fino all’ultimo momento per portare in pista magari quell’ultimo piccolissimo sviluppo che ci può dare quei centesimi di secondo che magari possono farci migliorare”. I tifosi sperano che la ricetta funzioni quest’anno.

A Maranello ci sono buone ragioni per vedere in modo positivo le cose, dopo la trasferta di Spa-Francorchamps, ma il cammino all’orizzonte si profila irto di difficoltà, anche se la speranza non manca.

La F138 è stata consistente nella gara belga, occorre però recuperare il ritardo nei confronti della Red Bull, specie in qualifica. Abbiamo detto mille volte che in Emilia Romagna si deve lavorare in fretta per ridurre il divario, altrimenti le speranze di gloria andranno ancora una volta ad infrangersi contro un muro di pietra.

Il fatto che pure una prestazione di spessore come quella offerta da Alonso nella sfida delle Ardenne non abbia permesso di ridurre il gap dal vertice della classifica e che anzi lo abbia incrementato lascia poco spazio alla speranza, ma in ambito sportivo non bisogna mai alzare la bandiera bianca, specie se si porta un nome importante come quello della Ferrari. A Monza, poi, le “rosse” potrebbero avere una marcia in più.

I temi cruciali sono sempre gli stessi: miglioramento del passo in qualifica e in gara. Non si può dire che la F138 sia rimasta ferma, ma se non si agganciano i principali rivali vuol dire che il ritmo degli sviluppi non è stato sufficiente. Fino a quando la Ferrari non andrà a un passo molto più spedito della Red Bull nel processo di crescita è davvero difficile ipotizzare la gloria iridata nel 2013.

Resta poco tempo agli uomini del “cavallino rampante” per conservare la speranza, ma occorre tanto lavoro, con meno chiacchiere e più sostanza sul tavolo. I tecnici e gli operai lavorano molto, ma occorre ottimizzare meglio gli sforzi. ";}}

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