Storia F1: il 5 settembre 1939 nasceva il mitico Clay Regazzoni

Oggi a Monza si comincia a respirare il weekend motoristico del Gran Premio d’Italia di Formula 1, con le tradizionali conferenze stampa del giovedì. Ma quella odierna è una data importante anche perché nello stesso giorno del 5 settembre 1939 nacque a Lugano il mitico Clay Regazzoni.

Ricordiamo che il pilota svizzero ha lasciato questo mondo il 15 dicembre 2006, per un drammatico incidente sull’autostrada del Sole, nel tratto tra Parma e Fidenza. Con lui è scomparso un uomo brillante, aperto e sorridente, lucido e determinato, sempre pronto a cogliere gli aspetti positivi della vita. Anche quando una disgrazia lo costrinse alla sedia a rotelle.

Nella sua lunga e splendente carriera, Regazzoni disputò 135 Gran Premi in Formula 1, vincendone cinque e pilotando la Ferrari per altrettante indimenticabili stagioni. Al volante della “rossa” sfiorò il titolo mondiale nel 1974, andato ad Emerson Fittipaldi per soli tre punti. Seppe conquistare l'affetto dei tifosi e quello del Drake. Noi sportivi lo ricordiamo sempre con grande affetto.

Oggi torna a celebrarlo la casa di Maranello, per ricordarne il profilo a 74 anni dal “debutto in società”. Ecco il suo ritratto tracciato sul sito ufficiale del “cavallino rampante”:

Il 5 settembre 1939 nacque a Lugano (Svizzera) Gian Claudio Giuseppe Regazzoni, passato alla storia delle corse come Clay. Fra il 1970 e il 1976 Regazzoni disputò 74 Gran Premi con la Ferrari, vincendone quattro ed ottenendo altrettante pole position. I piazzamenti sul podio furono in totale 23 (oltre alle vittorie ci furono undici secondi e otto terzi posti) e i giri più veloci in gara 13. Nel suo palmares figurano anche i successi nella 1000 Chilometri di Monza del 1972 in coppia con Ickx e nella 9 Ore di Kyalami nel 1971 insieme a Redman e l’anno successivo con Merzario.

“Viveur, danseur, calciatore, tennista e, a tempo perso, pilota: così ho definito Clay Regazzoni, il brillante, intramontabile Clay, ospite d’onore ideale per le più disparate manifestazioni alla moda, grande risorsa dei rotocalchi femminili” – scrisse di lui Enzo Ferrari in ‘Piloti, che gente’ – “… si affinò, come stile e temperamento, che era fra i più audaci, fino a diventare un ottimo professionista. Gli avversari lo hanno sempre rispettato”.

In Formula 1 il pilota svizzero corse anche con la BRM, la Ensign, la Shadow e la Williams: con quest’ultima squadra s’impose nel Gran Premio di Gran Bretagna del 1979. Fra gli altri successi della sua carriera va citato il Campionato Europeo di Formula 2 del 1970.

Il 30 maggio 1980 a Long Beach, durante il Gran Premio degli Stati Uniti Ovest, a causa di un problema ai freni Regazzoni finì con la sua Ensign contro la Brabham di Zunino, parcheggiata in una via di fuga del tracciato cittadino: le gravi ferite alle gambe lo resero per sempre paraplegico. Clay morì il 15 dicembre 2006 a causa di un malore che lo colpì mentre si trovava da solo alla guida di un’automobile nelle vicinanze di Parma.

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