Formula 1: la ricetta anticrisi? Tre vetture per team. Forse...

I team devono schierare più auto: potrebbe essere la soluzione contro la crisi?

Quando si parla di crisi nel mondo della Formula 1 si entra in un delicato e complicato mondo di equilibri, sponsorizzazioni, soldi, business e immagine. E già questo basta a far capire quando la cosa sia intricata e difficilmente capibile nella sua essenza ai semplici appassionati.

Dietro certe scelte o decisioni ci possono essere infatti migliaia di motivazioni a noi ignote, ma la realtà è che la sostanza non cambia: la crisi economica mondiale passerà, ma presto o tardi che sia le conseguenze le sentiranno tutti. E la sua scia rimarrà a lungo ben visibile.

Intanto però c'è da pensare al presente, e c'è chi come Motorsport Aktuell lancia una sua idea in merito a come affrontarlo. Partendo da un semplice presupposto: 18 auto al via sono troppo poche, soprattutto per i contratti tv. E quindi per gli introiti.

Da qui l'ipotesi, forse un po' pazza, di aumentare le monoposto schierate specie da parte dei top team: Ferrari potrebbe farlo con Genè o Badoer, McLaren con De la Rosa e in qualche team si potrebbe trovare anche spazio per chi come Button è rimasto a piedi.

Idea di sicuro contro corrente, ma già avvenuta nel passato: nel 1958 il campionato mondiale costruttori di F.1 si decise tra due team che schieravano tre monoposto ciascuna: la Ferrari partecipò con Mike Hawtorn (che vinse il titolo piloti, ndr), Peter Collins e Luigi Musso, l'inglese Wanwall (campione costruttori, ndr) con Stirling Moss, Tony Brooks e Stuart Lewis Evans.

E Lo scenario - come ipotizza il settimanale specializzato svizzero Motorsport Aktuell - potrebbe ripetersi l'anno prossimo. Questo perchè ad oggi la F1 si sta infatti preparando a scendere in pista senza la Honda e quindi con sole 18 auto alla partenza. Troppo poche: per lo spettacolo, ma anche e soprattutto per i contratti televisivi.

Non ci sono ancora indicazioni concrete da parte delle scuderie e soprattutto dei costruttori, men che meno da parte di Ecclestone, ma il settimanale ipotizza però, che ai team potrebbe nuovamente essere concessa libertà di scegliere la partecipazione con una terza vettura.

I piloti in fondo non mancano, come abbiamo già visto per Ferrari e la McLaren, e anche BMW in fondo ha già in Christian Klien un pilota dotato dell'esperienza necessaria. E poi l'idea piace anche ai team "minori": Adam Parr, direttore generale della Williams si è già detto favorevole alla terza vettura.

L'inglese, anzi, ha sottolineato che vedrebbe più volentieri sei o sette squadre con tre monoposto che altre scuderie con motori acquistati dalle grandi. A questo proposito anche Force India, che dal prossimo anno correrà con motori Mercedes ed ha confermato Fisichella e Sutil, potrebbe in questo modo prendere due piccioni con una fava.

Aumentare il suo parco auto (che comunque garantirebbe un appoggio tecnico e prevedibilmente anche finanziario completo) e fare contenta la McLaren anche sul piano dei piloti, facendo correre un altro pupillo di Ron Dennis, l'inglese Gary Paffet.

Certo, ci sarebbe da capire tutto questo cosa comporterebbe in termini di coste ai team, e solo le prossime settimane chiariranno meglio se questa resterà solo un'ipotesi di accademia. Trovare il nuovo extra budget oggi di sicuro non è facile, ma se tutto questo dovesse portare nuova linfa (leggi soldi) al circus la soluzione sarebbe bella e che pronta.

Ma purtroppo oggi la soluzione deve essere anche il mezzo, e non solo il punto di arrivo: alla luce dei risparmi da tutti invocati e dei tagli alle spese già decise, giocare la carta del rischio potrebbe non essere la mossa migliore. Anche se c'è da dire che in fondo la terza auto la hanno già bella e che pronta quasi tutti i team.

E che lo spettacolo di sicuro ringrazierebbe.

via | Gazzetta

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