F1, Renault Sport verso il Gran Premio di Singapore

La Renault si appresta ad affrontare il prossimo appuntamento del calendario agonistico, che andrà in scena sul circuito di Marina Bay, teatro del Gran Premio di Singapore di Formula 1.

Il fornitore francese, che si giova della gloria di Sebastian Vettel e della sua Red Bull, spinta da unità motoristiche della Régie, si appresta ad affrontare un nuovo impegno sportivo, dopo quelli di Spa e Monza.

A differenza delle sfide belga e italiana, andate in scena su impianti da massima potenza, per la planimetria ad alta velocità dei circuiti sulle Ardenne e della Brianza, a Singapore il confronto si disputerà su un tracciato urbano, la cui fisionomia prende forma attorno ai principali simboli della città.

La fatica che dovranno sopportare i motori sarà quindi molto più bassa, perché solo meno del 45% del giro sarà effettuato alla massima accelerazione, con una velocità media di 170 km/h, frutto di una sequenza di curve a bassa andatura.

In casa Renault c’è quindi la massima tranquillità per la gara alle porte, come emerge dalle parole di Rémi Taffin, Direttore Prestazioni di Pista di Renault Sport F1: “Quelli di Singapore sono tra i valori più bassi e meno gravosi del calendario agonistico. La velocità di punta non è il dato più importante, quindi il nostro impegno si focalizza su una curva di potenza più omogenea ai bassi regimi e su una buona risposta del motore, per gestire al meglio le numerose curve”.

Anche sulle pista orientale vincerà una monoposto spinta da motori dell'azienda transalpina? In attesa di scoprirlo, passiamo in rassegna tre sezioni della pista dove si svolgerà il confronto.

Circuito di Marina Bay

Curva 3

Il circuito di Singapore, noto come Marina Bay Street Circuit, è composto da 23 curve, die-ci delle quali vengono affrontate in prima o in seconda, sette in terza e solo una in quarta. La curva 3 è “tipica” di Singapore. Il pilota comincia a rallentare alla fine del rettilineo dei box, a circa 290 km/h. Scala di marcia prima di dare un po’ di gas nella curva 2. Dopodi-ché pigia ancora sul freno e scala in seconda all’imbocco della numero 3. La velocità scende al di sotto dei 100 km/h e il regime del motore si attesta su 13.000 giri al minuto, il valore più basso nel suo arco di utilizzo. Gli ingegneri lavoreranno sulla messa a punto dell’overrun per migliorare la stabilità del retrotreno in fase di frenata, privilegiando i rap-porti corti per ottenere un’accelerazione grintosa nei brevi tratti di raccordo tra una curva e l’altra.

Curve 5-7

Il circuito di Singapore ha solo due piccoli rettilinei: quello di fronte ai box e la sezione si-nuosa tra le curve 5 e 7. Qui la pista passa per il Raffles Boulevard, celebre per i suoi ho-tel e i negozi di lusso. La sezione è lunga 700 metri e permette al pilota di ingranare la settima, raggiungendo i 300 km/h. Il motore ne approfitta per riprendere fiato: è un’ottima occasione, visto che le temperature notturne sono intorno ai 30°C e il resto del tracciato è una sequenza di curve serrate che costringe le auto a funzionare a basso regime.

Curve 15-17

Questa sezione inizia da Raffles Avenue, una delle vie più frequentate della città. Il manto stradale è piuttosto irregolare e tende a destabilizzare le vetture, in particolare quando rallentano prima della curva 16, una virata stretta a destra. Come a Montecarlo, i piloti devono evitare le “gobbe” più pronunciate per non rischiare di perdere aderenza. Il motore, sgravato da ogni vincolo, sale repentinamente di giri e si avvicina al limite rosso, causando una perdita di tempo e potenziali danni meccanici. Gli ingegneri si concentreranno quindi sulla programmazione degli indicatori a LED di cambio marcia e i piloti dovranno cercare di anticipare l’innesto dei rapporti per evitare di salire troppo di giri.

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