GP Singapore F1 2013: l'analisi del circuito e delle principali curve

Il circuito cittadino di Marina Bay ospita la Formula 1 dal 2008. Nelle cinque precedenti edizioni hanno vinto Fernando Alonso (2), Sebastian Vettel (2) e Lewis Hamilton.

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Curva numero 1";i:3;s:14:"Curva numero 4";i:4;s:14:"Curva numero 7";i:5;s:15:"Curva numero 11";}s:7:"content";a:5:{i:1;s:7260:"

Il Gran Premio di Singapore giunge alla sua sesta edizione e viene ospitato presso il Marina Bay Street Circuit, percorso cittadino lungo 5.073 metri e disegnato dal noto architetto tedesco Hermann Tilke. E’ il primo GP nella storia della Formula 1 ad essersi mai disputato in notturna. Tale prerogativa è resa effettiva grazie alla disponibilità di un sontuoso impianto d’illuminazione, interamente sviluppato dall’azienda ravennate Valerio Maioli SPA. Sono presenti 1565 proiettori con lampada da 2000W e 12 generatori di potenza twin – power, mentre i tre tunnel sono illuminati da 179 fonti con lampada da 400 W. La piattaforma si compone inoltre di 247 piloni d’acciaio, 214 chilometri di cavi elettrici e 475 quadri per la distribuzione di energia.




L’albo d’oro sorride in misura paritaria tanto a Fernando Alonso quanto a Sebastian Vettel. I piloti si sono infatti aggiudicati due edizioni ciascuno – nel 2008 e nel 2010 lo spagnolo, nel 2011 e nel 2012 il tedesco –, mentre il quinto successo è stato ottenuto da Lewis Hamilton (2009). La prima edizione del GP portò con se alcune inevitabili critiche. Alcuni piloti lamentarono il non perfetto stato della pavimentazione, Hamilton criticò la scelta di gareggiare in una località così umida – a suo dire il Gran Premio è più faticoso del già massacrante GP di Monaco – e furono mosse obiezioni nei confronti dei cordoli: Massa usò una metafora (‘Sono piccole tartarughe che possono danneggiare la vettura in caso d'errore’), mentre Alonso e Bourdais si limitarono unicamente ad esprimere il proprio malcontento.




Qualche perplessità venne inoltre espressa nei confronti dell’asfalto, a cui fu imputato di rovinare le sospensioni e favorire le uscite di pista. Il delegato FIA Charlie Whiting accolse le istanze dei piloti e stabilì che i cordoli della curva 10 fossero modificati. Fu inoltre aggiornato l’ingresso alla corsia dei box, che gli stessi piloti ritennero ‘difficile ed incredibilmente pericoloso’. Ulteriori migliorie furono introdotte per l’edizione 2009. I tecnici intervennero per aggiornare le curve 1, 2 e 3 – con l’obiettivo di rendere più facili i sorpassi – e per smussare il cordolo nella curva 10, motivo dei tanti incidenti nella gara del 2008. Sempre nel 2009 fu cambiata la denominazione di alcune curve, mentre l’anno seguente cambiò il disegno della chicane Sling, venne riasfaltato il tratto fra le curve 3 e 7 e 14 e 19 ed abbassato il livello di accesso ai box. Da quest’anno la chicane 10 è stata infine rimodellata – al suo posto è ora presente una curva a sinistra –, così come sono stati riasfaltati alcuni tratti in seguito all’usura provocata dal traffico cittadino.




Brembo descrive le 16 frenate del circuito “non particolarmente impegnative”, nonostante i piloti trascorrano un quarto del tempo in frenata e la mancanza di adeguati spazi per il raffreddamento lo rendano uno fra i circuiti più duri per gli impianti frenanti. Il circuito viene percorso in senso antiorario, prevede circa 80 cambiate per giro e non si dimostra benevolo nei confronti di quei piloti che vogliono effettuare una gara d’attacco: le opportunità in cui sorpassare sono infatti decisamente scarse. A seguire l’analisi delle principali curve.

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Curva numero 1


Si affronta alla velocità di 297 km/h e determina un frenata fino a 150 km/h, portata a termine in 73 metri ed in 1.24 secondi. Ciascun pilota esercita un carico sul pedale di 137 chili. La potenza generata dall’impianto frenante è di 2117 Kw, mentre la decelerazione massima è di 5.19 g.

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Curva numero 4


Giunge a conclusione del Raffles Boulevard e risulta la più impegnativa dell’intero tracciato. I piloti giungono alla velocità di 300 km/h e decelerano in 98 metri fino a 110 km/h, premendo il pedale del freno per 1.95 secondi ed applicando un carico di 139 chili. La decelerazione massima è di 5.28 g, mentre la potenza frenante è di 2186 Kw.

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Curva numero 7


Conclude la St. Andrews Road e determina un passaggio velocità dai 266 km/h a cui viene affrontata ai 96 km/h in uscita. Lo spazio di frenata è lungo 86 metri. Ciascun pilota deve tenere premuto il freno per 1.89 secondi, caricare sul pedale l’equivalente di 116 chili e stimolare l’impianto affinché generi una potenza di 1616 Kw. La decelerazione massima è di 4.45 g.

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Curve numero 11


In 99 metri i piloti devono rallentare la monoposto da 274 ad 83 km/h, premendo il pedale per 2.31 secondi ed esercitando una pressione di 123 chili. La decelerazione massima è di 4.64 g, mentre l’impianto frenante genera un totale di 1754 Kw. La curva numero 11 chiude l’Esplande Drive.";}}

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