Giancarlo Minardi, riflessioni tra F3 Italia e Formula 1

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Il Campionato Italiano di Formula 3 si avvia a vivere la sua seconda stagione dopo le grandi novità introdotte lo scorso anno, con il debutto della nuova monoposto firmata Dallara spinta dal propulsore FTP e in palio un montepremi di 226.000 euro e il test al volante della Ferrari F1 per i primi tre classificati. Tutto questo ha permesso di attirare verso di se nomi prestigiosi.

"La novità interessante per questo 2009 -commenta Giancarlo Minardi- è data dal fatto che anche la F.3 spagnola dovrebbe adottare per le sue Dallara F308 i propulsori FPT dando così la possibilità, se ciò avvenisse, alle scuderie italiane di partecipare, con poche modifiche dovute ai diversi regolamenti, ad alcune gare in terra iberica".

"I risultati e la grande competitività attenuti lo scorso anno -prosegue Minardi- hanno attirato l'interesse di due importanti team del calibro di RC Motorsport e Prema che si vanno così ad unire alle altre competitive scuderie che fanno già parte di questa realtà, come Corbetta Competizioni, Lucidi Motors, Europa Corse, Ghinzani, BVM Target e RP Motorsport.

Tra le new entry anche il Gloria Pro Team, una nuova realtà nata dalla passione di un grande uomo di sport come Enrico Glorioso che, oltre a promuove e migliorare la sua Formula Gloria, ha deciso di entrare nel campionato con i suoi due figli e, molto probabilmente, anche con una terza vettura dedicata al miglior pilota che emergerà nella Formula Gloria".”

Tra le novità di quest'anno la griglia invertita per i primi sei classificati di gara1 che permetterà di avere gare ancora più combattute. "E' una formula nuova che va un po' a copiare quello che succede nelle altre categorie. E' un esperimento che a mio avviso era giusto fare per movimentare non solo la griglia di partenza, ma anche il podio, a vantaggio dello spettacolo. Come ho detto è un esperimento che va fatto e tutti (team e CSAI) dovremmo essere pronti a porre dei cambiamenti in caso di necessità".

"Ci tengo anche a sottolineare che la F3 Italia è il campionato con maggiori premi al minor costo come gestione; tutto questo porterà certamente qui da noi anche piloti provenienti da altre nazioni, dando vita ad una stagione estremamente interessante e di alto livello. Detto questo bisognerà continuare a lavorare pensando da imprenditori. In generale la Formula 3 è la macchina più propedeutica, che da la possibilità ai suoi piloti di crescere professionalmente sotto tutti gli aspetti, sia dentro che fuori i confini nazionali.

Al momento un campionato internazionale ha dei costi proibitivi, soprattutto per quanto riguarda il mercato italiano, mentre la formula nazionale è sicuramente una buona università in quanto ti da un motore da 220 CV. Ho parlato con piloti che hanno avuto la possibilità di guidare una F3 Euro Series e una italiana, arrivando alla conclusione che a livello di prestazioni del telaio le due vetture sono molto simili, e se c'è qualche differenza è nella coppia del motore.

Questo vuol dire che con budgets inferiore riesci comunque a preparare i piloti, come hanno dimostrato gli ottimi risultati ottenuti dai tre ragazzi al volante della Ferrari F1. Proprio con la scuderia del cavallino rampante era stato preparato un programma che prevedeva un corso con il simulatore e una giornata a Maranello per dare la possibilità ai ragazzi di iniziare ad entrare nell'ottica del test vero e proprio.

In collaborazione con la CSAI sto studiando degli step che permettano un ulteriore miglioramento della preparazione professionale di questi ragazzi per dargli la possibilità di fare il grande passo verso la Formula 1, nella speranza che i team abbiano la possibilità di allevare i rooky. Come ho già detto nei giorni scorsi bisogna rivedere alcune regole: non dimentichiamo che Robert Kubica e Sebastian Vettel sono venuti alla ribalta proprio grazie alle prove libere del venerdì mattina.

Senza quell'opportunità forse ora non sarebbero in F1. Non sta a me dare consigli, ma se un team si presentasse sui campi di gara con una terza vettura utilizzabile solo con i rooky per prove di sviluppo (magari diminuendo ancora i test privati) non si avrebbe certamente un aumento dei costi, ma si favorirebbe lo spettacolo per il pubblico e contemporaneamente si alleverebbero nuove leve per il futuro. Questo -conclude l'ex costruttore faentino- vuole essere solo un suggerimento, perciò ribadisco che dovrebbero esserci delle persone, con una certa esperienza nel settore e non impegnate direttamente con un team per fare delle riunioni con l'obiettivo di migliorare lo spettacolo e le regole sportive per poi sottoporle alla FOTA e al Consiglio Mondiale della FIA per l'approvazione".

Via | Press Minardi

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