Targa Florio 1961, vincono Von-Trips e Gendebien

Ancora una volta si attende un acceso duello tra Ferrari e Porsche. Le Madonie sono pronte ad accogliere l’ennesima sfida fra i due blasonati marchi. Ben cinque le creature schierate alle Tribune di Cerda dall’azienda tedesca.

Tre di queste sono delle Sport, affidate alle coppie Moss-Graham Hill, Bonnier-Gurney ed Hermann-Barth. Al plotone di Stoccarda la Casa di Maranello contrappone due fresche 246 Sp guidate da Phil Hill-Gendebien e da Von Trips-Ginter. Completa la squadra del “cavallino rampante” una splendida 250 Testa Rossa del 1961, per Mairesse e Ricardo Rodriguez.

Al via anche alcuni bolidi schierati da Maserati, che spera di trarre giovamento da eventuali defaillance dei favoriti. Una delle vetture del “tridente” sarà condotta in gara da Vaccarella e Trintignant, l’altra da Maglioli e Scarlati. Nessuno dei contendenti vuol nascondere le carte e, sin dalle prime battute, emerge un’accesa competizione fra gli agguerriti avversari.

Moss scatta subito in testa, seguito da Bonnier e Von Trips, con la prima delle Ferrari. Il siciliano Vaccarella naviga in quarta posizione, alla guida di un’auto visibilmente inferiore. La sfida è serrata e mette a dura prova uomini e mezzi, costretti a un’immane fatica. Al terzo passaggio si ritira la Testa Rossa di Mairesse, che danneggia il serbatoio, mentre Phil Hill, esce di strada con la sua 246.

Per la Casa di Maranello il rischio di deblache supera la valenza di una mera ipotesi teorica. L’appiedato Gendebien può ancora dare un contributo importante alla vittoria Ferrari. Viene convocato dal direttore sportivo Tavoni, per sostituire Ginger. Il driver belga rimpiazza presto Von Trips al volante della 246 superstite, che si trova in seconda posizione. Graham Hill, intanto, prende il posto di Moss sulla Porsche capofila.

L’inglese non può rilassarsi e deve proteggersi dall’incisivo attacco condotto dal pilota del “cavallino rampante”, che recupera lo svantaggio. Gendebien è un vero tornado e, con la sua “rossa”, supera la vettura tedesca, guadagnando la testa della classifica. Al cambio pilota Hill cede ancora il posto a Moss, che cerca un disperato recupero sul battistrada. Un errore di quest’ultimo (autore di un rifornimento superfluo nei pressi di Polizzi), consente al driver della Porsche di portarsi al comando.

Per lui la vittoria sembra ormai un fatto scontato. Ma la gara siciliana è una roulette, che riserva continue sorprese; guai ad abbandonarsi a rendite di posizione. L’imprevisto è sempre in agguato. Von Trips, risalito sulla Ferrari, tenta una disperata rimonta che spinge Moss a una condotta aggressiva, molto stressante per la meccanica. Sulla sua Porsche cede improvvisamente il cambio. A fine gara vince la 246 Sport di Von Trips-Gendebien, seguita dalle vetture di Bonnier-Gurney e di Hermann-Barht.

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