FIA, Todt verso il successo alla presidenza dopo il ritiro di Ward

Jean Todt ha la strada spianata verso il secondo mandato alla presidenza della FIA, dopo che David Ward ha deciso di ritirarsi dalla corsa elettorale.

Si profilava una battaglia fra Jean Todt e David Ward per la poltrona di presidente della Fia nel prossimo quadriennio, ma l’uscita di scena di quest’ultimo garantisce l’automatico successo del manager francese, che vanta splendidi trascorsi alla Ferrari.

Le ambizioni del rivale inglese hanno dovuto fare i conti con le cervellotiche norme elettorali, cui si deve il mancato ottenimento del supporto richiesto dei delegati regionali per la sua nomina, necessario per garantire l’ammissibilità della lista. Una vera ferita per lui, che voleva innovare anche questo sistema.

Ecco cosa ha scritto Ward alla FIA, secondo quanto riporta Planet F1: “Confermo il mio ritiro come candidato alle elezioni presidenziali del 2013. Non sono riuscito a guadagnare il supporto richiesto. Desidero quindi porgere le mie congratulazioni a Jean Todt, che garantirà un secondo mandato incontrastato”.

Con queste parole, il manager britannico, già direttore della FIA Foundation, annulla ogni forma di opposizione al “Napoleone” dell’automobilismo, che ha ricoperto il ruolo negli ultimi quattro anni, dopo aver sconfitto il rivale Ari Vatanen, grazie anche al supporto di Max Mosley.

Ricordiamo che Todt vinse nel 2009 la corsa contro il pilota nordico, subentrando al posto del già citato Mosley. Quest'ultimo aveva manifestato la preferenza per l'ex direttore della scuderia Ferrari, facendo pro-nosticare un suo facile successo. Così fu.

Todt ebbe la meglio sul finlandese, già campione del mondo rally, con un vantaggio considerevole in termini di consenso: 135 voti per lui, 49 per l'avversario. Uno scarto del genere non lasciò dubbi sull'orientamento della base elettorale. Forse a suo favore svolse un ruolo il supporto di Bernie Ecclestone, ma è chiaro che i requisiti professionali c’erano tutti. Ora si affaccia all’orizzonte una nuova “campagna elettorale”. Questa volta senza rivali.

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