Quel Montecarlo del '65



Alla vigilia del Rally di Montecarlo mi sembra opportuno ricordare una delle edizioni più famose, quella del 1965. Il Monte si corre a Gennaio e in quell'anno le condizioni atmosferiche furono particolarmente avverse: un inverno terribile. Le auto partivano da località molto lontane per convergere poi verso il Principato. La squadra BMC iscrisse sei Mini Cooper S, quattro con sospensioni hydrolastic e due con sospensioni meccaniche, in due diverse categorie “Produzione Perfezionata" e "Gran Turismo”.
A Timo Makinen, certamente il più veloce pilota di Mini al mondo, e al suo navigatore l’esperto Paul Easter, fu affidata una Mini in versione G.T. con sospensioni meccaniche. Partenza da Stoccolma. Nelle Alpi Francesi i concorrenti incappano in una spaventosa tormenta, ma Timo spinge al massimo è il più veloce nelle prove speciali e si porta in testa. La corsa è durissima in poco più di due giorni oltre 190 equipaggi dei 273 iscritti dovettero abbandonare, per incidenti, uscite di strada, o semplicemente perché non riescono a superare alcuni tratti gelati in salita. Ma la magica corsa di Timo continua, sempre il più veloce nelle speciali con uno stile di guida a dir poco temerario; tantè che le cronache dell’epoca citano come gli spettatori presenti sul percorso cercassero un riparo al passaggio della vettura. Timo accumula un vantaggio di oltre otto minuti nelle prove speciali e si prepara ad affrontare l’ultima tappa di ben 611km. con due speciali attraverso il Col De Turini. I piloti sono tutti sfiniti e molti sostennero che era la corsa più dura della loro carriera, lo stesso vale per i mezzi tutti provati dalle terribili condizioni di gara. A questo punto Timo poteva anche tirare i remi in barca dalla sua posizione inattaccabile, ma non era nella sua natura. Timo si buttò a capofitto nelle strade rese viscide dal ghiaccio e dalla neve. Solo 24 vetture riusciranno a superare l’ultima notte di gara. Timo, che era partito con 8 minuti di vantaggio finirà con circa 20, al 2° posto si piazzerà il tedesco Bohringer con una Porsche 904 e un plauso meritò Roger Clark che si piazzò 6° con una Rover 2000 di serie: un risultato dovuto unicamente alle sue capacità di guida. La straordinaria vittoria di Timo Makinen, conclusa senza penalità, qualcosa che ha dell’incredibile, fu certamente fra le più meritate nella storia di questo Rally e solo il secondo atto della saga delle Cooper. Ma dell’intera vicenda agonistica di queste straordinarie vetture parleremo in un’altra occasione.




Ecco due immagini del duo Makinen-Easter. La coppia d'assi del Rally di Montecarlo del 1965

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina: