Ecclestone svela il tentativo di boicottaggio di Briatore e Dennis

flavio e bernie

Gli appassionati di Formula 1 si aspettano che con l'arrivo del primo Gran Premio vengano spazzate via le polemiche degli ultimi giorni, per lasciare spazio al sano agonismo sportivo, vero motore delle emozioni che avvolgono l'ambiente. Il rischio è però che le cose non vadano esattamente in questo modo.

Se da un lato la Fia ha riportato indietro le lancette del tempo, rinunciando al proposito di rivoluzionare l'assegnazione del titolo piloti, con un metodo inviso ai team, dall'altro resta aperta la diatriba sulla liceità del profilo estrattore di Williams, Toyota e Brawn GP. Questo fronte caldo sarebbe stato poca cosa rispetto al rischio di boicottaggio che McLaren e Renault avevano prospettato a Bernie Ecclestone.

I due team volevano disertare la sfida dell'Australia, perché non ancora gratificate con la somma a loro spettante in base al nuovo Patto della Concordia. Il proposito era quello di non inviare le monoposto a Melbourne se non fosse stata risolta la questione. A svelare il fatto, sulle pagine del "Times", è stato lo stesso detentore dei diritti commerciali del Circus. La minaccia avrebbe preso forma la scorsa settimana, durante un incontro al quale era presente anche John Howett, rappresentante della Toyota.

I dettagli li racconta lo stesso Ecclestone: "In quel meeting Flavio Briatore mi disse: 'non metteremo le nostre vetture sull'aereo, non andiamo a Melbourne'. Era aiutato e incitato da Ron Dennis, mentre il povero John era confuso". La polemica è poi rientrata, per una questione di logistica aerea. Il patron della Formula 1, infatti, chiese immediatamente al vettore se era possibile cancellare i voli dei due team, ottenendone in cambio questa risposta: "Se qualcuno della Fota non va, non va nessuno". Un rischio troppo forte.

Senza dimenticare che l'annullamento di un trasporto così caro costa una fortuna. Di fronte a questa evidenza, cercata con astuzia da Ecclestone, le due squadre hanno preferito imbarcare i bolidi, già arrivati in Australia. La polemica sembra così rinviata, ma il boss del Circus è chiaro: "Se qualcuno viene da me con una pistola e me la punta alla testa, è meglio che si assicuri di poter premere il grilletto e che ci siano i proiettili, perché se sbaglia è meglio che stia in guardia". Nella scelta di Renault e McLaren hanno forse pesato anche gli accordi con gli sponsor e la percentuale derivante dalla copertura televisiva.

Via | Gazzetta.it

  • shares
  • Mail
21 commenti Aggiorna
Ordina: