Brawn GP: prima la festa, ma poi i tagli: 270 licenziamenti

Nonostante la vittoria la Brawn GP obbligata a licenziare numerosi dipendenti

E' brutto e fin quasi triste da dire, ma la incredibile vittoria di questa domenica in questo caso non è servita a nulla: esattamente il giorno dopo la grande festa, ieri quindi, la Brawn Gp ha annunciato 270 licenziamenti nel suo team. Una decisione drastica e già programmata in quando necessaria, ma che inevitabilmente suona come una beffa arrivando proprio il giorno dopo la gara che ha consacrato a livello mondiale una scuderia sull'orlo del baratro.

Ma prima di "scandalizzarsi" c'è da guardare in faccia la realtà. E se i risultati sportivi possono essere sorprendenti, quelli economici no: il progetto di Ross Brawn prevedeva fin dall'inizio una gestione meno faraonica dell'ex team Honda e quindi nel progetto presentato alle banche per i vari prestiti necessari all'acquisizione della scuderia c'erano già sostanziosi tagli, come quello di dimezzare i dipendenti.

E poichè la parola era stata data, ad oggi la decisione dei tagli non era di certo modificabile, vittoria o non vittoria, anche se questa situazione pesa (e molto) anche alla Brawn, come racconta Nick Fry: "E' molto spiacevole doverlo fare, ma dipende dal mutamento delle regole tecniche perché siamo circa 700 al momento e abbiamo parlato con lo staff di scendere a 430".

Anche se a dirla tutta, stupisce un poco che nel team mettano come "scusa" i nuovi regolamenti, che ovviamente non c'entrano nulla: la riduzione di costi chiesta dalla federazione è una cosa, licenziare metà del personale (che non ha fatto nessun'altro team) un'altra. Ma è anche vero che la Brawn, dopo questo duro sacrificio, potrebbe tornare a sperare per il meglio.

E non solo in pista, dove la situazione in questo momento pare già idilliaca: stavolta parliamo di risultati economici, visto che dopo la vittoria in Australia c'è ormai la fila di sponsor alla porta del team inglese. Ross Brawn non lo ammetterà mai, ma oggi ha solo rammarico: quello di aver già firmato un contratto come sponsor principale con la Virgin.

E' fin troppo chiaro ormai che se avesse aspettato la fine della gara avrebbe potuto spuntare più del doppio sulla cifra richiesta...

via | Repubblica (grazie a Robbynaish per la segnalazione)

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