GP di Montecarlo 1981



Le vittorie di Gilles Villeneuve non sono molte nella sua purtroppo breve carriera, ma sono tutte speciali tutte a modo loro epiche, se poi la cornice è il circuito cittadino più famoso e spettacolare del mondo il risultato non può essere che la più significativa vittoria da lui ottenuta. Siamo ormai in piena era del turbo, la Ferrari si adegua alla sua rivale Renault e nel 1981 porta in pista il suo raffinato 6V Turbo, ma non sono ancora i sovralimentati relativamente docili che sarebbero arrivati negli anni successivi, sono propulsori potenti quanto scorbutici nell’erogazione, tutto il contrario di quello che serve nel toboga di Montecarlo dove gli aspirati sono sicuramente avvantaggiati. La Ferrari che montava il 6V Turbo era la 126 CK una vettura classica nell’impostazione con telaio a traliccio di tubi e pannelli chiodati di rivestimento, quindi una vettura di transizione per sviluppare il propulsore, molto meno agile e raffinata nel telaio delle principali rivali. La griglia di partenza vedeva in prima fila Piquet-Brabham e Villeneuve, in seconda Mansell-lotus e Reutemann-Williams, al via scatta Piquet seguito da Villeneuve, Mansell e le due Williams di Reutemann e Jones, alla prima curva in salita arriva l’incidente tra De Cesaris e Andretti fuori corsa entranbi. Piquet prende un po’ di vantaggio sulla Ferrari impacciata a serbatoi pieni con gli inseguitori che si fanno sotto, al 15° giro al tornante della stazione Reutemann cerca di infilare Mansell, ma gli colpisce la ruota con l’alettone e rientrano entrambi ai box. A questo punto è Jones a tallonare Villeneuve e al 20° giro l’australiano supera il ferrarista, che in difficoltà guida in maniera funambolica usando il cambio e il freno motore per risparmiare i freni in crisi, a 30° giri la situazione e invariata Piquet, Jones e Gilles. Alla 32° tornata fuori altri due protagonisti esplode il motore della Lotus di De Angelis, e finisce fuori strada Arnoux con la Renault, nelle retrovie è battaglia tra Tambay-Theodore, Cheever-Tyrrell, Pironì-Ferrari e Giacomelli-Alfa Romeo.

Oltre metà corsa solo sei piloti viaggiano a pieni giri, e al 53° con in gara solo otto vetture Piquet nel tentativo di doppiare Surer e Tambay sbatte contro il guard-rail alle piscine e termina la corsa, il comando passa allora a Jones che ha un buon margine di vantaggio sulla Ferrari, seguono Laffite-Ligier e a un giro di distacco Pironì. La corsa sembrava ormai fatta, ma il motore della Williams non gira a dovere le pompe del suo Cosworth non pescano a completamente il carburante e Jones decide di rientrare al box per un rabocco, perde 24 secondi, e quando torna in pista il suo vantaggio su Villeneuve e di sette secondi. La rimonta sembra comunque impossibile, ma nelle gare automobilistiche i colpi di scena esistono, Gilles giro giro riduce lo svantaggio, e quando al 72° giro infila Jones alla Saint Devote in uno spazio impossibile il pubblico e quasi incredulo prima di esplodere di gioia, dopo Jones terzo si classificò Laffite, e quarto Pironì. Gilles sul circuito più improponibile per la macchina aveva compiuto il miracolo conquistando la prima vittoria per la 126 CK, e la prima vittoria europea per lui. Il piccolo canadese aveva fatto vedere ancora una volta di che pasta era fatto, e quanto avesse visto giusto Enzo Ferrari volendolo a tutti i costi, qualche settimana dopo Gilles si ripeterà ancora con un’altra emozionante vittoria al Gran premio di Spagna a Jarama.




Foto del titolo e sopra:il grande Gilles impegnato

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