Video onboard con Juan Manuel Fangio a Monaco

Questo video ci porta a scivolare fra le curve del circuito di Monaco con la grazia di Juan Manuel Fangio, al volante di una Ferrari D50 del 1956.

Il filmato è stato girato in tempi successivi, ma resta comunque una prova dello stile impeccabile di guida del grande maestro argentino, campione del mondo di Formula 1 nel 1951, 1954, 1955, 1956 e 1957. Segue la scheda della vettura che lo accompagna nel cortometraggio.

Ferrari D50

In preda a un grave dissesto finanziario, nel 1955 la Lancia cede il suo reparto corse alla Ferrari. Per il Commendatore è una bella rivincita nei confronti dell’azienda torinese, che aveva “osato” sottrargli gloria e piloti. La vettura di quel periodo è la “D50”, derivata da un progetto Lancia datato 1954 e firmato dall’ing. Vittorio Jano, vecchia conoscenza di Ferrari dai tempi dell’Alfa.

La Scuderia del “cavallino rampante” interviene sul modello, perfezionandone l’insieme ed adattandolo alla filosofia di casa, con modifiche curate dallo staff tecnico interno (guidato da Bellentani e Fraschetti), ben coadiuvato da un prezioso consulente: lo stesso Jano, in forza a Maranello per l’occasione.

Tra i cambiamenti più evidenti, l’arretramento al posteriore del serbatoio, prima sdoppiato e laterale, e la sostituzione degli ammortizzatori telescopici di origine Lancia con degli Haudoille, più cari alla costruzione Ferrari. A condurre la “D50” alla conquista del Mondiale del 1956 è il mitico Juan Manuel Fangio che, per l’ennesima volta, dimostra sul campo il suo invidiabile fiuto nella scelta delle auto vincenti.

Ad aiutarlo nella sua impresa le maglie larghe di un regolamento permissivo che gli consente di usufruire in ben tre occasioni delle identiche monoposto di Musso e di Collins, in sostituzione della sua “zoppicante” vettura da corsa. Il telaio della “D50”, a struttura tubolare, supporta un motore aspirato a 8 cilindri a V di 90°, disposto anteriormente in posizione arretrata, la cui cilindrata è di 2486 cc. La potenza erogata da questa corposa unità è di 265 cv, sviluppati al regime di 8000 giri/min. L’alimentazione avviene mediante quattro carburatori doppio corpo Solex, mentre una distribuzione bialbero a camme in testa aziona le due valvole per cilindro.

Il cambio è di tipo trasversale a 5 rapporti più RM, posto al retrotreno in blocco con il differenziale autobloccante ZF. Classica l’architettura delle sospensioni, anteriori a ruote indipendenti e posteriori a ponte De Dion. La carrozzeria è in alluminio e il peso del bolide, dotato di un serbatoio da 190 litri, è di 640 Kg. I freni sono a tamburo sulle quattro ruote, con comando idraulico; le ruote sono a raggi con cerchi in lega leggera. Ottimale è la distribuzione dei pesi, in virtù del valido posizionamento del motore e del cambio. La “D50” è una vettura efficace e i risultati conseguiti lo testimoniano.

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