Vector W2/A 1000 cavalli prima di tutte



Oggi il panorama delle supercar più sofisticate estreme e potenti risulta complesso e variegato le macchine da 600 e oltre cavalli si sprecano caratterizzate da soluzioni tecniche ardite, materiali innovativi, veste aerodinamica curatissima per far fronte alle velocità folli di cui sono capaci. I questo panorama in cui piccole factory e grandi costruttori si inseguono nella corsa alle prestazioni e alla potenze gli attuali esempi più estremi e significativi di questa tendenza sono la Koenigsegg CCX e la Bugatti Veyron bolidi da 400 km/h e addirittura 1000 CV nel caso della Veyron. Anche i primi anni 80 furono un periodo di fermento per questo tipo di arditi progetti molti rimasti però solo sulla carta o nella mente dei loro visionari progettisti. Ma prima che prestigiosi marchi europei realizzassero alcuni dei migliori progetti di supercar estreme che si ricordino come la Mclaren F1 o la Jaguar Xj 220 dall’altra parte dell’oceano precisamente in California a Venice un giovane progettista si lanciava in un progetto ambizioso realizzare la più estrema e veloce delle exotic car come le chiamano gli americani. Gerald A. Wiegert è un progettista laureato in design industriale, e aveva lavorato in un centro tecnico della General Motors, si mette in proprio e fonda la Vehicle design force: di cui la Vector è una emanazione.

Wiegert pesca a piene mani nella tecnologia aeronautica per realizzare quanto di più vicino ci potesse essere ad un aereo stradale, la sua creatura dopo vari prototipi prende vita nel 1981, la linea futuristica della Vector W2/A ha parecchie reminiscenze europee, ricorda alcuni prototipi come la Carabo di Bertone, o l’Aston Martin Bulldog, ma non mancano elementi della Countach. L’aspetto generale non è certo omogeneo ma non manca di impatto scenico, e l’auto e sicuramente suggestiva nella sua selva di prese d’aria, l’interno cui si accede tramite porte a coltello e quanto di più vicino ad un F 16 si possa immaginare, la strumentazione è in puro stile aeronautico compresi gli interruttori per i circuiti elettrici col rimpiazzo dei fusibili e i dati di marcia vengono riportati da un Head up dispay: cioè un sistema che proietta i dati nella parte inferiore del parabrezza.

Ma veniamo alla parte tecnica la W2 è una due posti a motore centrale, il telaio e l’elemento di cui Wiegert va più fiero, infatti per la sua epoca è un elemento di notevole fattura, si tratta di una monoscocca costituita da un’anima di grossi tubi di acciaio rivestiti di pannelli di grafite e kevlar con struttura honeycomb, uniti a fibra di carbonio. Anche la carrozzeria e costituita da fibra di carbonio e collanti epossidici, come si vede tecnologia aeronautica a profusione. L’impianto frenante di grande potenza e costituito da dischi autoventilanti da 13 pollici, in pratica un Lockheed da competizione, e la tenuta di strada viene dichiarata in grado di raggiungere accelerazioni laterali pari a un G.

Il motore non si può certo confrontare con i prodotti europei, si tratta del classico 8V Chevy Small block fuso però in alluminio, con cubatura di 5.730cc accoppiato a due compressori Garrett raffreddati ad acqua e a due intercooler, l’allestimento base fornisce 600 CV ma in catalogo ci sono opzioni da 700, 800, fino a dirittura 1000 CV. Certo su quale può essere l’affidabilità e la durata del propulsore a questi step di potenza e lecito avere qualche dubbio, le prestazioni dichiarate se attendibili sono folgoranti per la versione base da 600 CV viene dichiarato uno 0-100 di 4 secondi, e una velocità massima di 335 km/h, mentre per la versione da 1000 CV addirittura 400 km/h, anche se bisogna vedere quanto questa versione fosse realmente proponibile per uso stradale.

Una nota di curiosità gli accessori disponibili, si va da quelli normali come l’impianto stereo, l’antifurto, a quelli più elusivi come il telefono cellulare la tv a colori con telecamera per riprese in notturna, , fino ad un sistema Stealth per essere invisibili ai radar. Se i suoi numeri sono realistici la Vector W2/A e stata nella sua epoca la più veloce e potente auto di serie del mondo, sarebbe interessante a tanti anni di distanza scovarne qualcuna e vedere se veramente manteneva quello che prometteva.




  • shares
  • Mail
13 commenti Aggiorna
Ordina: