Ricordo di Ignazio Giunti in pista con la Ferrari 512 S

Il 10 gennaio 1971 cessò l’esistenza terrena di Ignazio Giunti, per un incidente nel corso della 1000 Chilometri di Buenos Aires, quando il pilota romano, al volante della sua Ferrari 312 PB, colpì la Matra di Beltoise, rimasto senza benzina, a spingere la sua auto in posizione drammaticamente pericolosa.

Oggi sono passati 43 anni da quel tragico evento, che ha interrotto l’avventura di vita del compianto pilota italiano, che vogliamo ricordare con un video celebrativo del successo raccolto insieme a Nino Vaccarella e Mario Andretti alla 12 Ore di Sebring del 1970, su Ferrari 512 S, bolide di grande fascino, nato dall'impegno dello staff tecnico del "cavallino rampante".

Questa meravigliosa creatura esprime la sua grinta con curve mozzafiato, che la rendono sublime agli occhi degli osservatori. Solo 25 gli esemplari prodotti, per aderire ai limiti stabiliti per l'omologazione.

La carrozzeria è fissata su un telaio tubolare, rinforzato con sottili lastre di alluminio, che garantisce buone doti di robustezza. A spingerla provvede un 12 cilindri a V di 5 litri, che sprigiona 550 cavalli di potenza a 8500 giri al minuto. A questo bolide mi piace collegare il ricordo di Ignazio Giunti e delle sue gesta in pista.

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