Prototipi Le Mans: principali norme regolamentari

Porsche LMP2

Siamo al conto alla rovescia per i test day e per la vera e propria 24 Ore di Le Mans 2006. Da domani incominceremo ad avere i primi indizi sulla competitività dei vari team, ben sapendo che alcuni team (Audi in primis) non scopriranno completamente le loro carte, ed altri ci metteranno un po' a trovare il setup ottimale per la loro auto.
In risposta alle vostre richieste andiamo intanto ad esporvi le caratteristiche del regolamento prototipi Le Mans. Le auto delle due categorie LMP1 ed LMP2 devono rispettare una serie di parametri relativi alle dimensioni dell'auto, delle ali e del fondo vettura, ma c'è grande libertà nel modo in cui può essere interpretata la carrozzeria e le caratteristiche di motori, trasmissioni, sospensioni e telai. Ciò che sta portanto soprattutto i frontali delle auto ad assomigliarsi molto sono le norme relative ai crash test, che prevedono una zona di assorbimento d'urto alta quanto tutto l'abitacolo.
In ogni caso i prototipi attuali sono molto riconoscibili, diversamente da ciò che accade in certi campionati per monoposto, in cui solo la verniciatura permette di distinguere un'auto da un'altra.
Le caratteristiche di base delle auto devono essere le seguenti

LMP1

Peso minimo 925 Kg

Cilindrata massima: 6000 aspirato / 4000 Turbo / 5500 Turbodiesel

Potenza stimata: 600 CV / 650 CV

Larghezza ruote 16"

LMP2

Peso minimo 775 Kg

Cilindrata massima: 3400 V8 aspirato / 2000 V6 Turbo / 4000 GT2

Potenza stimata: 500 CV / 560 CV

Larghezza ruote 14"

Le dimensioni massime sono identiche: 4650 mm x 2000 mm

La carrozzeria può essere aperta o chiusa, e le auto chiuse (anche le GT) dovranno avere obbligatoriamente il condizionatore d'aria nel 2007.

Il fondo vettura deve rispettare una serie di parametri prestabiliti, studiati per rendere le auto meno sensibili a variazioni di inclinazione o a perdite di aderenza. Le auto costruite prima del 2004 presentavano infatti la tendenza a perdere downforce in condizioni di variazioni d'inclinazione rispetto al terreno, e/o a diventare incontrollabili ogniqualvolta si innescava un testacoda. "Banali" inconvenienti come una foratura potevano portare ad incidenti drammatici, come quello che ci ha portato via il nostro amato Michele Alboreto.

Il fondo vettura deve presentare uno scalino alto 20 mm e largo 300 mm (foto1 - Porsche LMP2). Al di fuori dei 1000 mm centrali dev'essere inoltre inclinato verso l'alto di 7°, in modo che le fiancate della carrozzeria vengono a trovarsi circa 50 mm al di sopra della parte centrale del fondo (foto2 - Lola LMP2). La parte centrale del muso, almeno i 1000 mm centrali, dev'essere di 50 mm più alta rispetto alla parte centrale del fondo (foto3 - Courage LMP1). Una simile, complessa conformazione, impedisce la formazione di depressioni nel fondo vettura. La creazione di downforce è affidata "solo" ad un maestoso estrattore, che parte 1000 mm davanti all'asse posteriore, e prosegue fino al termine della carrozzeria, dove ha un area di 1100 mm per 200 mm (foto4 - Lister LMP1).
Tutte queste dimensioni, compresa quella dell'estrattore, non variano tra LMP1 ed LMP2.
In teoria per trasformare una LMP2 in LMP1 basta zavorrarla di 150 Kg e montarci ruote più grosse. In pratica i costruttori rinunciano, in LMP2, a sfruttare tutta la larghezza e lunghezza del corpo vettura concesse dal regolamento, in nome della concentrazione delle masse attorno al baricentro, e di conseguenza dell'agilità.
Va notato che molte delle auto che oggi lottano per la vittoria, come Pescarolo e Zytek in LMP1 e Courage in LMP2, sono auto pre-2004 adattate ai nuovi regolamenti.


Lola LMP2



Courage LMP1


Lister LMP1

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