Targa Florio, nuovo direttivo Automobile Club Palermo

L'Automobile Club Palermo ha un nuovo consiglio direttivo. Non sarebbe un fatto degno di nota per il motorsport in condizioni normali, ma qui il sodalizio gestisce un nome che ha fatto la storia dell'automobilismo: quello della Targa Florio.

La Targa Florio è sotto la sua egida, per questo c'è sempre un forte interesse nazionale per l'assetto dell'Automobile Club Palermo. Qualche giorno fa l'ente è uscito dal commissariamento, con nuove elezioni che hanno prodotto un inedito organigramma manageriale.

Nelle votazioni a scrutinio segreto è stato eletto presidente Angelo Pizzuto. Il suo vice sarà Salvatore Ferrara, mentre del consiglio direttivo faranno parte Mario De Luca, Alessandro Failla e Fabio Lo Sicco. A loro un duro compito.

La Targa Florio è infatti una delle corse più affascinanti di tutti i tempi. E’ inoltre quella di più lunga tradizione. Purtroppo le strade dei circuiti delle Madonie che ne fecero da cornice si sono oggi ridotte a campi minati, in diversi punti dei tre percorsi teatro della leggendaria gara.

Così si offende la memoria di un evento che ha regalato tanto alla Sicilia, anche in termini economici, di scambi commerciali e di flussi turistici, sdoganati verso altri lidi, che hanno aperto prospettive nuove, la cui memoria non ha spinto, però, chi di dovere a salvaguardare questo tesoro, appartenente al patrimonio sportivo e culturale di una terra meravigliosa, vittima oggi di un deprimente disprezzo per le sue perle migliori.

Vincenzo Florio piangerebbe nel vedere lo stato in cui si è ridotta l’area di Floriopoli e nel verificare le condizioni in cui versano le arterie viarie teatro di affascinanti duelli, che hanno inciso alcune delle pagini più nobili nell’antologia dell’automobilismo agonistico.

Il bollettino medico delle strade madonite è davvero pietoso, con frane e cedimenti vari, che stanno spingendo parecchie persone a sollecitare dei provvedimenti urgenti, per riportare la viabilità dell’area a un livello di decoro degno di una nazione civile.

Molta gente esprime un forte malcontento per una situazione che non può essere giustificata neppure appellandosi alla carenza di risorse. In alcuni casi, infatti, basterebbero poche centinaia di euro per tappare delle buche simili a crateri, che possono mettere a rischio la vita delle persone.

Per il resto occorrono interventi più massicci, ma l'incolumità degli esseri umani viene prima delle altre cose. Tutti denunciano la mancata manutenzione delle arterie viarie del comprensorio e chiedono la messa in sicurezza dei tratti dissestati, che si presentano in modo vergognoso.

Sembra incredibile che un territorio a grande vocazione turistica come quello del Parco venga presentato con un biglietto da visita del genere ai turisti in arrivo e che venga offerto così a chi vi risiede.

Gli appassionati spingono perché vengano assunti in tempi stretti quei provvedimenti che consentano il recupero funzionale delle strade dei tre circuiti madoniti della Targa Florio. Qualcuno ha suggerito l’idea di tentare il loro inserimento fra i beni culturali della Regione, in maniera tale da custodirle in uno stato decente.

Non mi voglio sbilanciare sul sentiero migliore da seguire, ma il pregio della corsa siciliana merita un occhio di riguardo da parte delle autorità, perché quell’evento è un bene universale, da custodire gelosamente in tutti i suoi aspetti. Sono sicuro che il nuovo direttivo dell'Automobile Club Palermo farà il possibile per far sentire la sua voce, spingendo per il recupero viario dei circuiti della Targa a Florio. Questa è una priorità.

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