Mini: ricordo a 50 anni dalla prima vittoria al Rally di Montecarlo

Sono passati 50 anni da quando, nel mese di gennaio del 1964, la Mini delle origini vinse per la prima volta il Rally di Montecarlo, lasciando tutti a bocca aperta.

Makinen And Easter

Quella conseguita dalla Mini Cooper S al Rally di Montecarlo, il 21 gennaio del 1964, è una vittoria che ha lasciato una traccia indelebile nella storia dell’automobilismo. Un successo grandissimo, per auto piccolissima. Fu il sodalizio del nordirlandese Patrick (“Paddy”) Hopkirk e del suo co-pilota Henry Liddon a rendere possibile questa incredibile sorpresa. Loro seppero resistere con il “giocattolo” inglese alla prevista superiorità di avversari significativamente più potenti.

Fra strade di campagna e passi di montagna, su neve e ghiaccio, curve strette, salite ripide e discese, andò a termine un’impresa leggendaria, fissata nel cuore degli sportivi. Altre due vittorie assolute giunsero nel 1965 e nel 1967, con Timo Mäkinen e Rauno Aaltonen.

Quando il 26 agosto del 1959 venne svelata al mondo, nessuno poteva immaginare che la Mini sarebbe diventata una pietra miliare della storia. Quel modello ha cambiato il modo di pensare le quattro ruote, sancendo una svolta epocale. Fu la prima trazione anteriore in miniatura e nacque durante una crisi petrolifera.

L'obiettivo era quello di produrre una vettura piccola, agile ed economica, adatta alle famiglie meno benestanti, che fosse in grado di accogliere quattro adulti e i relativi bagagli in un corpo lungo poco più di tre metri. Un'equazione complessa, risolta in modo geniale da Alec Issigonis.

A lui si deve l'elaborazione di un progetto che ha lasciato il segno, per guadagnare spazio nel solco dell'innovazione. Mai prima di allora un'auto mignon si era proposta con un layout tanto originale. L'innesto degli schemi tecnici ha prodotto il miracolo, i cui segni sono nella compattezza delle dimensioni, nel baricentro basso, nell'abitacolo ampio e luminoso, ma anche nel comportamento stradale, che l'ha fatta emergere nelle corse.

La Mini era molto divertente e teneva bene la strada. In questo mix sta il segreto delle sue fortune. L'oltre mezzo secolo di vita va scisso in due capitoli, dato che la versione classica è rimasta in listino fino al 2000. L'anno dopo è venuto il turno della nuova edizione, che ne attualizza lo spirito. Ma i nostalgici continuano a preferire la vecchia serie, portata al debutto con un motore trasversale di 848cc, in grado di esprimere 34 cavalli di potenza.

Quel "giocattolo" con l'assetto da kart fa venire le lacrime agli occhi, perché sancì la nascita di un simbolo. Da allora è stato un cammino felice, accolto nel cuore della leggenda. Tante le varianti sbocciate nel ciclo commerciale. Le più ce-lebri sono le Cooper, che negli anni Sessanta vinsero a più riprese il Rally di Montecarlo, battendo i mostri sacri dell'epoca. Il ricordo di quelle piccole rosse col tetto bianco è ancora vivo, tanto che la livrea continua ad essere una delle preferite dagli acquirenti.

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