La Ferrari celebra il ricordo di Paul Frère

Sono passati quasi cento anni dalla nascita di Paul Frère, che venne alla luce il 30 gennaio 1917 nella città di Le Havre, in Francia. Per la coincidenza della data, oggi il sito della Ferrari lo ricorda.

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Paul Frère è stato pilota, scrittore e giornalista. Il suo nome rimanda a un’epoca romantica dell’automobilismo, il cui profumo si è perso nel tempo, per lasciare spazio ad altri aspetti meno legati al sentimentalismo di un passato dove le sfide avevano un sapore magico.

Il successo più prestigioso della sua carriera è stato quello guadagnato alla 24 Ore di Le Mans del 1960, al volante di una Ferrari 250 Testa Rossa. Al suo attivo altri risultati importanti, che ne illuminano il palmares, affiancando il suo nome a quello della casa del “cavallino rampante”, che ha continuato ad amare fino alla dipartita del 23 febbraio 2008.

Nella prima metà degli anni ’90 confermò questo affetto facendosi confezionare un esemplare speciale di 512 TR, in versione scoperta, con interni rossi abbinati alla carrozzeria nera. Ecco come parlava di lui Enzo Ferrari, nel libro “Piloti, che gente…”:

Ho anche conosciuto un giornalista-pilota, il belga Paul Frère, il quale alternava le corse agli articoli e non saprei dire dove fosse più bravo. Ha scritto anche un libro, sulle sue esperienze, piuttosto bello. Ho un ricordo di lui simile a quello di Taruffi. Cioè contai qualcosa in un momento decisivo per la sua vita. Sapevo ch’egli teneva tanto a disputare, e possibilmente vincere, la 24 Ore di Le Mans. Lo invitai, allora, a fare coppia con Gendebien su una mia macchina, col patto che se avesse vinto avrebbe smesso di correre, esaudendo così la preghiera della moglie e delle sue tre figliole. Vinse, infatti, e mantenne la promessa. Mi chiese poi il volante della Ferrai che aveva impugnato in quell’ultima corsa gloriosa, per appenderlo al muro dietro la sua scrivania.

Con la scuderia di Maranello il pilota belga corse anche in Formula 1, guadagnando un terzo posto nel Gran Premio di casa del 1956 con la D50.

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