Storia F1: Ferrari 156-85, il bolide che sfiorò il titolo

Siamo giunti in fretta al 16 febbraio 2014. Nella stessa data del 1985 Enzo Ferrari presentò alla stampa la 156-85. Oggi vogliamo ricordarla.

La ruota del calendario ci riporta in mente una monoposto Ferrari del 1985. Stiamo parlando della 156-85, condotta in gara da Michele Alboreto e Stefan Johansson. Nel primo Gran Premio stagionale un esemplare di quella monoposto del “cavallino rampante” fu portato in pista da René Arnoux, poi rimpiazzato dallo svedese.

Il bolide di Maranello si rivelò efficace, sfiorando il titolo. La 156/85 è stata una “rossa” incisiva in pista. Con questa vettura, il compianto Michele Alboreto giunse a un soffio dal titolo iridato nella stagione agonistica 1985.

La spinta era affidata a un V6 sovralimentato, capace di erogare la bellezza di 900 cavalli. Come ricorda il sito ufficiale della scuderia italiana, con questa creatura Alboreto sfiorò il titolo iridato, arrendendosi ad Alain Prost solamente nell’ultima parte del campionato del mondo, a causa di una serie incredibile di problemi di affidabilità, mentre la squadra si piazzò al secondo posto nella classifica Costruttori.

Due le vittorie stagionali, entrambe con Alboreto, primo in Canada e in Germania. Lo stesso pilota italiano fu l’unico a partire in pole (Brasile) e a ottenere il giro più veloce in gara (San Marino e Monaco). I piazzamenti sul podio furono in totale dieci (sei secondi e due terzi posti oltre alle due vittorie) mentre quelli a punti 18.

Giusto, a questo punto, spendere due parole sul pilota milanese. Ecco come Enzo Ferrari parlava di lui: "Sono note le mie simpatie nei suoi fronti. E' un giovane che guida tanto bene, con pochi errori. E' veloce, di bello stile: doti che mi rammentano Wolfgang von Trips, al quale Alboreto somiglia anche nel tratto educato e serio".

Michele fu vicecampione del mondo di Formula 1 nel 1985 e vincitore, tra le altre, della 24 Ore di Le Mans del 1997 e della 12 Ore di Sebring del 2001. Modello di prestazioni, stile e umanità, il suo ricordo è sempre vivo nel cuore degli sportivi, che hanno pianto la sua scomparsa, avvenuta sul circuito di Lausitzring nel 2001, durante una sessione di collaudo con la nuova Audi R8 Sport.

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