F1, Newey: I problemi di Jerez causati da un'errata disposizione dei componenti meccanici

Adrian Newey misura la temperatura delle Red Bull a pochi giorni dai test organizzati in Bahrain. I problemi accusati a Jerez saranno presto risolti, e vanno additate questioni legate al packaging che alla tempistica.

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Adrian Newey ha recentemente ammesso che i problemi occorsi alla Red Bull sono legati a disfunzioni relative al packaging, ossia alla disposizione ed al posizionamento dei vari organi meccanici. “E’ una questione che ci auguriamo di risolvere prima del Bahrain (dove si svolgeranno i prossimi test, nda) – confida l’ingegnere britannico –. Ha influito la mancanza di tempo, dal momento che avremmo potuto risolvere prima la questione se avessimo avuto nelle mani l’auto completa con qualche giorno d’anticipo”. Questa situazione non si è tuttavia verificata.

“Renault ha dovuto correre contro il tempo nell’uso del banco a rulli, noi invece nel realizzare i componenti – prosegue Adrian Newey –. Penso che avremmo avuto bisogno di almeno altre due settimane per svolgere ulteriori collaudi al dyno, ma purtroppo erano già programmati i test pubblici”. Nei quali è giunta la figuraccia. L’ex McLaren ha poi spiegato che i problemi di surriscaldamento hanno mandato a fuoco la carrozzeria. “Alziamo le mani. E’ stato un nostro problema – la riflessione dell’ingegnere –. Voi penserete che un packaging tanto aggressivo non potesse che rivelarsi rischioso, ma in realtà abbiamo corso determinati rischi con l’obiettivo di minimizzare gli scompensi aerodinamici dettati dall’ampio sistema di raffreddamento”.

Newey ha concluso la propria intervista ad Autosport rivelando che il packaging rappresenta una fra le principali sfide che gli ingegneri devono risolvere. Basti pensare che “l’area dei radiatori è grossomodo due volte più ampia rispetto a quanto accadesse sulle V8”.

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