24 ore di Le Mans 1967




Nei primi anni 60 la Ford inagura una politica molto aggressiva nelle competizioni per sostenere la sua nuova immagine sportiva, politica che arriva addirittura al tentativo di acquistare la Ferrari. Ma Enzo Ferrari usò la trattativa con i vertici della Ford per spuntare condizioni migliori dalla Fiat facendo un grosso smacco alla casa americana, che per tutta risposta decise di far da sé, scendendo in campo contro la Ferrari sul suo stesso terreno.

La Ford mise in campo tutto il suo potenziale tecnico ed economico producendo il più grande sforzo che fino ad allora si fosse mai visto, finanziò ditte specializzate per la progettazione e lo sviluppo investendo milioni di dollari. I primi tentativi a Le Mans della Ford iniziano nel 64 ma le auto si dimostrano veloci e poco affidabili, lo stesso avviene nel 65 le vetture dotate di potenti motori 7 litri cedettero.

Le Ferrari impegnate a metà gara

Finalmente nel 66 gli enormi investimenti diedero i frutti sperati e le GT Mark II da 7 litri conquistarono i primi tre posti, nel 67 il colosso di Ditroit vuole bissare il successo, mentre la Ferrari che nel 66 si era dimostrata piuttosto debole vuole contrattaccare. La Ford alle mark II affianca le nuove Mark IV sempre dotate di motori 7 litri, mentre la Ferrari schiera i prototipi 330 P4 con motori 12 cilindri 4 litri, 36 valvole, 4 alberi a camme e alimentati a iniezione, queste avevano già debuttato all’inizio dell’anno alla 24 ore di Daytona trionfando.

La Ford si presenta sul circuito con quattro Mark IV e tre Mark II tutte equipaggiate con i V8 7 litri, teste in lega leggera e lubrificazione a carter secco e circa 495 CV a 6800 gm, i piloti sono 14 divisi in due scuderie la Holman & Moody e la Shelby American. La Ferrari si affido a tre 330 P4 e una P3/4, tra le altre vetture di spicco sono presenti due Chaparral 2F dotate di enormi alettoni posteriori e cambio automatico, due Lola T 70 con motori Aston Martin, e due Gulf Mirage di derivazione GT 40.

La pole position andò alla Ford di McLaren/Donohue, davanti alla Chaparral e ad altre quattro Ford, la prima delle Ferrari quella di Scarfiotti/Parkes e 7° davanti a l’altra Ferrari di Rodriguez/Baghetti.

La alata Chaparral 2F di Hill/Spence

Franco Lini direttore sportivo dalla Ferrari sperava che piovesse questo avrebbe avvantaggiato le meno potenti Ferrari, ma non fu così il tempo era buono e le vetture partirono dal classico schieramento a spina di pesce, il più lesto è Bucknum-Ford seguito da Gardner-Ford e Rodriquez-Ferrari. Già dopo qualche ora di corsa molte vetture avevano difficoltà, Bucknum e Gurney su Ford giravano in 3’29” una media elevatissima, e le auto della Shelby erano ai primi tre posti, mentre quelle della Holman & Moody accusavano parecchi problemi.

Verso le 17.00 Bucknum è ancora in testa, ma poco dopo gli si crepa una tubazione dell’acqua ed è costretto ai box dopo aver girato molto lentamente, le Ferrari girano tranquille dietro le Ford che sembra comincino ad andare in pezzi. Le Ford continuano ad abbassare il primato sul giro e quella di Foyt per un errore del box viene richiamata in ritardo e rischia di fermarsi senza benzina, Ruby-Ford finisce nella sabbia alla Mulsanne e perde in tutto 45’e 17 giri.

Amon-Ferrari fora una gomma e nel tentativo di raggiungere il box su tre ruote il cerchio di magnesio sfrega sull’asfalto comincia a scintillare dando fuoco ad una perdita d’olio e la macchina si trasforma in un rogo, la prima delle Ferrari quella di Scarfiotti/parkes e staccata di quattro giri.

La Ford Mark IV di McLaren/Donohue quarta

Nella notte inizia il massacro delle Ford, Bianchi rientra ai Box per fare il cambio con Andretti, i meccanici sostituiscono le pastiglie dei freni e quando Mario sale in macchina parte e si lancia verso la Esses a 240 Km/h e va ha frenare si dimentica di avere le pastiglie nuove, blocca una ruota e va a sbattere contro il guardrail distruggendo la vettura. Andretti rimasto illeso riesce ad uscire dall’auto, ma in quel momento arriva McCluskey-Ford vede il rottame della vettura, pensa che Mario sia ancora dentro e va volutamente in testa coda per evitarlo fracassando pure lui la Mark II contro le barriere.

Ma non è finita arriva Jo Schlesser a tutto gas, trova la strada sbarrata si infila fra i due rottami e perde entrambi i fianchi della sua auto prima di fermarsi a bordo pista, in 30 secondi tre Ford erano fuori gara. Gurney è in testa Scarfiotti 2° a cinque giri e 3° la Chaparral, siamo a metà gara le Ford sono in difficoltà mentre le Ferrari sembrano in buone condizioni, la Ford di testa abbassa il ritmo mentre la Ferrari che tira al massimo da ore deve sostituire i dischi dei freni perdendo oltre due giri. Mancano ancora otto ore alla fine, la Chaparral in 3° posizione ha già ceduto, la prudenza viene messa da parte Lini ordina alla macchina di Parkes/Scarfiotti di girare in 3’30”, alle 9:40 cede la Mark II di Bucknum, e subito dopo la Mark IV di McLaren perde la parte posteriore della carrozzeria, recuperata ai box si ripara con nastro adesivo ed oltre cento rivetti.

Così conciata la Gialla vettura ritorna in pista ed è lunica Ford in gara oltre alla macchina di Gurney/Foyt in testa, alle 11 del mattino la Ferrari in 4° posizione rompe la trasmissione, mentre in testa Gurney/Foyt continuano a tirare inseguiti da Scarfiotti/Parkes.

La Ferrari di Mairesse/Beurlys terza

A mezzogiorno Franco Lini segnala a Scarfiotti di girare sotto i 3’30” ma il pilota è ormai sfinito e non c’è la fa più, lui e Parkes avevano guidato al massimo per 20 ore senza reggere il passo della più potente Ford, l’auto di McLaren ha ancora un guasto alla bobina ma Bruce riesce a ripararlo e a ripartire.

Mancano solo due ore alla fine i piloti Ferrari esausti rinunciano all’inseguimento sperando in un cedimento della Ford, ma questo non avviene e alle 16 la bandiera a scacchi sventola sulla Ford Mark IV, Gurney/Foyt coprirono 5229 km alla media di 218,12 km/h demolendo il primato precedente. Secondi si classificarono Scarfiotti/Parkes e terza l’altra Ferrari di Mairesse/beurlys, quarta la rabberciata Mark IV di McLaren/Donohue.

L'attesa prima del via

Foto del titolo:La Ford vincitrice di Gurney/Foyt

  • shares
  • Mail
10 commenti Aggiorna
Ordina: