F1, squalifica Ricciardo: appello Red Bull respinto, confermata l’esclusione

La Fia ha confermato la squalifica del pilota Red Bull dal Gp d'Australia: era giunto secondo al traguardo

a:2:{s:5:"pages";a:3:{i:1;s:0:"";i:2;s:39:"Il ricorso verrà discusso il 14 aprile";i:3;s:39:"Squalifica Ricciardo: appello ufficiale";}s:7:"content";a:3:{i:1;s:2378:" F1 Grand Prix of Bahrain - Race

La Corte d’Appello della FIA ha respinto il ricorso della Red Bull ed confermato la squalifica di Daniel Ricciardo, dal Gp d’Australia dello scorso 16 marzo. Il pilota australiano era giunto secondo sul traguardo di Melbourne, ma nelle ore successive al termine della gara, era stato escluso dall’ordine d’arrivo per un eccessivo consumo di carburante. In particolare, Ricciardo aveva violato l’articolo 5.1.4 del regolamento tecnico 2014, secondo il quale ogni squadra non può superare il limite di 100 kg/h di flusso di carburante.

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La Corte, dopo aver ascoltato le parti ed esaminato le loro osservazioni – si legge nel comunicato ufficiale della FIA - ha confermato il provvedimento n° 56 dei commissari, nel quale hanno deciso di escludere la vettura n° 3 della Infiniti Red Bull Racing dalla classifica del Gp Australia 2014”. Non sono state ancora rese note le motivazioni per cui è stata rilasciata questa sentenza: verranno pubblicate dalla Federazione Internazionale, sul proprio sito ufficiale, alla “fine di questa settimana”.

Il team di Milton Keynes ha sempre parlato di incongruenze con il misuratore di flusso, fornito dalla FIA, ma già nel corso dell’udienza di ieri la linea di difesa era apparsa piuttosto debole ed i vertici della scuderia non nutrivano grandissime speranze di veder accolto il proprio ricorso. Dunque, non cambia la classifica del Mondiale 2014 di Formula 1: Ricciardo resta al decimo posto con appena 12 punti sinora conquistati, mentre la Red Bull è quarta con 35 punti, staccata di ben 76 punti dalla Mercedes leader.

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Il ricorso verrà discusso il 14 aprile

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Servirà qualche giorno in più, rispetto alle due settimane inizialmente previste, per conoscere l’esito del ricorso della Red Bull sulla squalifica di Daniel Ricciardo al Gp d’Australia. La FIA, infatti, ha comunicato che la Corte Internazionale d’Appello si riunirà nella mattinata del prossimo lunedì 14 aprile a Parigi (Francia) per discutere della richiesta del team anglo-austriaco e successivamente comunicherà la decisione “nel più breve tempo possibile - si legge nel comunicato ufficiale - al termine della discussione”.

Dopo averlo già preannunciato domenica, subito dopo aver ricevuto l’annuncio ufficiale della squalifica, il team campione del mondo ha presentato ieri pomeriggio l’appello contro la decisione della direzione di corsa a Melbourne, quando il pilota australiano è stato privato del secondo posto conquistato in pista, a causa di un eccessivo consumo di carburante. In particolare, Ricciardo ha violato l’articolo 5.1.4 del regolamento tecnico 2014, secondo il quale ogni squadra non può superare il limite di 100 kg/h di flusso di carburante.

La Red Bull si è subito difesa, dicendo che il misuratore di flusso fornito dalla FIA non ha funzionato bene ed i termini di consumo sono stati all’interno del regolamento. Tra poco più di tre settimane avremo l’esito del ricorso (anche se pare improbabile una restituzione dei punti), ma resta la curiosità su come si comporterà il team nelle prossime gare. Prima del 14 aprile, infatti, sono in programma il Gp di Malesia (30 marzo) ed il Gp del Bahrain (6 aprile): la squadra rischierà qualche nuova squalifica o si allineerà alle volontà della FIA?


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Squalifica Ricciardo: appello ufficiale

Australian F1 Grand Prix - Race

La notizia era già stata anticipata domenica, nel post gara del Gp d’Australia, ma ora è ufficializzata: la Red Bull ha presentato appello contro la squalifica inflitta a Daniel Ricciardo. L’australiano aveva chiuso la prova di casa al secondo posto, alle spalle solamente del vincitore Nico Rosberg, ed è stato escluso dall’ordine d’arrivo per un consumo eccessivo di carburante. In particolare, per l’articolo 5.1.4 del regolamento tecnico 2014, secondo il quale ogni squadra non può superare il limite di 100 kg/h di flusso di carburante.

Come detto, il team di Milton Keynes aveva già annunciato la volontà di fare ricorso, appena ricevuta la notizia della squalifica, con un comunicato sul proprio sito ufficiale, in cui veniva già mostrata la propria linea di difesa: “Le incongruenze con il misuratore di flusso, fornito dalla FIA, sono state mostrate nel corso di tutto il weekend - comunica la Red Bull – Il team e la Renault sono fiduciosi che il flusso di carburante al motore è sempre stato all’interno del limite imposto e nel rispetto delle norme vigenti”.

La Federazione ora fisserà una data per l’audizione, in cui verrà discusso questo ricorso e, secondo le indiscrezioni, serviranno circa un paio di settimane. Tuttavia, non pare molto probabile questo tentativo possa andare a buon fine e le parole dei giorni scorsi di Charlie Whiting, il direttore di gara, vanno in questa direzione: “Abbiamo avvertito il muretto Red Bull in due occasioni – ha spiegato in un’intervista al Times – Loro dovevano prendere le misure necessarie per rispettare le regole, invece si sono voluti affidare solo ai loro calcoli”. ";}}

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