Ferrari F1, cambiamenti nel metodo di lavoro

Dall’esterno non si ha l’esatta percezione del duro lavoro che i team effettuano dentro le mura di casa. In alcuni casi verrebbe la tentazione di parlare di calma apparente, perché lo scenario vero è diverso da quello che si coglie fuori.

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Guardando le strutture Ferrari dall’esterno non si possono neppure immaginare gli straordinari livelli d’impegno degli uomini della Formula 1 in questo periodo. A Maranello c’è voglia di recuperare in fretta il ritardo dai migliori, lavorando su tutte le aree di intervento, per confezionare un pacchetto che possa puntare al vertice, in una stagione partita nel segno della Mercedes.

Certe volte il lavoro non riguarda strettamente il prodotto, ma i metodi, perché la logica del sistema incide sulla bontà dei risultati. Su questo fronte sono stati fatti molti cambiamenti negli ultimi tempi, a partire dall’avvicendamento ai vertici della Gestione Sportiva, con l’arrivo di Marco Mattiacci al posto del dimissionario Stefano Domenicali.

Il quadro sta però mutando più in profondità, per rendere quasi immediati i processi decisionali, allo scopo di ottimizzare in tempo reale il lavoro e il percorso di sviluppo disegnato dai tecnici del “cavallino rampante”, per dare una marcia in più alle dinamiche interne, con possibili riflessi positivi sui risultati.

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Dopo il terzo posto conseguito da Fernando Alonso nel Gran Premio di Cina di Formula 1, a Maranello si stanno razionalizzando le procedure, snellendo la burocrazia interna, per accelerare gli iter, eliminando le fasi intermedie e i passaggi che rendevano più gessati i processi decisionali.

Come riferisce il sito ufficiale della Ferrari, è in atto anche una semplificazione dell’organizzazione, con un taglio del numero dei consulenti e inserimenti mirati per rinforzare alcune aree fondamentali per aggiungere prestazione alla F14 T.

In questo sforzo verranno coinvolti anche i fornitori, cui si chiede maggiore rapidità nei tempi di reazione alle richieste che arrivano da Maranello, limitando l’attesa per ogni singolo componente, sia nel caso di un prototipo che in quello di un elemento di comprovata efficienza. Così la sperimentazione potrà essere più ampia ed efficace. La speranza è che anche questo possa concorrere ai progressi della monoposto. Sul piano logico il piano messo a punto dal presidente Montezemolo non fa una grinza. Vedremo quale efficacia avrà sui risultati.

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