F1: le 10 monoposto più estreme nella storia del Mondiale

La Tyrrell ha spesso cercato vie alternative per provare ad essere competitiva, ma non è l'unica scuderia ad aver tentato

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Le vetture 2014 di Formula 1, a causa del regolamento rivoluzionato, hanno presentato un design particolare, per migliorare le performance e l’aerodinamica, seguendo le nuove norme. Tuttavia, nel passato c’è stato chi ha utilizzato design assolutamente estremi per riuscire a vincere le gare o essere almeno competitivi. Qualcuno è stato bocciato dalla FIA, altri hanno portato effettivi vantaggi: scopriamoli insieme.

I MODELLI STORICI DELLA 24 ORE DI LE MANS

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Decima posizione: Arrows A22

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Per il Gp di Monaco del 2001, il team inglese presentò sulla vettura un’ala posta sul muso della propria monoposto. E’ scesa in pista nelle prove libere della prova del Principato, ma fu dichiarata immediatamente illegale dalla Federazione e non prese parte alla gara.

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Nona posizione: Williams FW26

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Sempre nel corso di questo secolo, anche il team di Grove stupì tutti con il muso a ‘tricheco’ (in seguito utilizzato da altre scuderie) del 2004. Questa scelta non portò, tuttavia, dei risultati in pista e fu ben presto sostituito da un muso tradizionale.

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Ottava posizione: Tyrrell 025

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Nella stagione 1997, la Tyrrell provò una nuova via per trovare competitività nel Mondiale di Formula 1: una controversa ala ad X, che fu copiata da numerose scuderie come la Ferrari. Fu poi ritenuta illegale per motivi di sicurezza.

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Settima posizione: Eiffeland Type 21

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Torniamo decisamente indietro nel tempo, parlando della stagione 1972, quando il nuovo team Eiffeland propose un periscopio di fronte all’abitacolo. La monoposto non fu mai competitiva e la scuderia scomparve al termine della stagione successiva.

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Sesta posizione: Ligier JS5

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Sempre negli anni ’70 e precisamente nel 1976, si è affacciata nel circus anche la Ligier. Il team francese propose, nella sua prima apparizione, con un inconsueto e grande airbox alle spalle dell’abitacolo. Tre podi ed una pole position per la JS5.

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Quinta posizione: McLaren MP4/10

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Tempi più recenti per la novità proposta dalla scuderia di Woking, con un’ala attaccata alla parte posteriore del cofano motore. La McLaren non fu competitiva e conquistò appena 2 podi e 30 punti nella stagione 1995.

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Quarta posizione: Brabham BT46

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Una delle monoposto più strane fu prodotta dalla Brabham per il Gp di Svezia 1978: ha sfruttato una grande ventola nel posteriore per creare artificialmente una depressione per incollare la vettura a terra. Vinse nettamente la gara, poi fu bandita per le grandi proteste delle altre scuderie.

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Terza posizione: Ensign N179

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La Ensign creò una monoposto con una serie di tre griglie sul muso della propria monoposto, per la stagione 1979 di Formula 1. Non fu una grande trovata, visto che la N179 era molti secondi più lenta delle altre vetture, e fu presto sostituita con un muso tradizionale.

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Seconda posizione: Tyrrell 012

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Per l’annata 1983, la Tyrrell sperimentò un’ala triangolare posteriore, con una forma molto particolare del retro della monoposto. Anche in questo caso, però, i risultati non furono all’altezza e la vettura recuperò presto una forma standard.

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Prima posizione: Tyrrell P34

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Il team inglese aveva già messo in pista delle idee rivoluzionarie nel 1976, quando creò addirittura una monoposto a sei ruote. La P34 vinse una gara con al volante Jody Sheckter ed è una delle monoposto rimaste nella storia della Formula 1: l’unica a conquistare un successo con più di quattro ruote. ";}}

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