Ferrari, Alonso e Raikkonen: due temperamenti diversi

Difendono, con lo stesso impegno, i colori delle “rosse” nella stagione agonistica in corso, ma lo fanno da due prospettive caratteriali completamente diverse.

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Fernando Alonso e Kimi Raikkonen sono i due interpreti ufficiali della Ferrari nel campionato del mondo di Formula 1 2014. I due fanno del loro meglio per concorrere alla causa del “cavallino rampante”, ma sono costretti a confrontarsi con i limiti della F14 T, che ha deluso nei primi appuntamenti dell’anno.

La rossa dei tempi moderni è invece in affanno

La monoposto di Maranello è nettamente inferiore alle aspettative, ma gli uomini delle “rosse” non si arrendono e faranno il possibile per cercare di portarla a un livello più consono al prestigio del marchio. Qui, però, non vogliamo occuparci dell’auto, ma dei suoi piloti, giovandoci di un video ufficiale messo in rete dalla Ferrari, per mettere a confronto Fernando e Kimi sul piano dei gusti a 360 gradi.

E’ una doppia intervista, che mette in risalto la personalità dei due, le cui anime non sono sempre opposte anche se lo spagnolo è più caloroso e sentimentale. Il filmato spazia dalle preferenze a tavola alla pista preferita, passando per musica, vacanze e abbigliamento. Con il sorriso di persone 'normali', ma allo stesso tempo tanto speciali. Scopriamo anche i loro profili professionali.

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Fernando Alonso

Spanish F1 Grand Prix - Practice

Fernando Alonso è il pilota di riferimento della Ferrari moderna. Il cam-pione spagnolo, nato ad Oviedo il 29 luglio 1981, difende al meglio i colori del “cavallino rampante”, facendo appello a straordinarie doti professionali. Al suo attivo due titoli iridati, giunti nel 2005 e 2006 con la Renault. Per qualche anno è stato il più giovane interprete del Circus a guadagnare la doppietta mondiale, ma poi ha dovuto cedere il primato a Sebastian Vettel.

Con il tedesco ha lottato per la gloria fino all’ultima gara dello scorso anno, chiudendo per un soffio in piazza d’onore, ma meritando vasti apprezzamenti nel giro, per la capacità di giocarsela fino in fondo, pur avendo una monoposto meno efficace della Red Bull del rivale. Ecco perché è stato scelto come migliore pilota della stagione 2012. Il suo nome trova degna collocazione nella classifica dei drivers più talentuosi e versatili di tutti i tempi.

Le prime avventure a motore di Alonso si compiono su un kart artigianale, costruito dal padre. In questo ambito si snodano le più giovani avventure agonistiche dell’asturiano, come per molti colleghi del Circus. I sacrifici del genitore e gli ottimi risultati maturati nella categoria aprono a Fernando le porte per un test con un’auto da corsa a ruote coperte, offerto da Adrián Campos. Gli esiti lusinghieri lo accompagnarono al pas-saggio successivo, nel 1999, in Formula 3000.

Nel 2001 l’esordio in Formula 1, al Gran Premio d’Australia, al volante di una Minardi. Qui si mette in luce per la capacità di prodursi in long run velocissimi, pur disponendo di una vettura chiaramente inferiore a molte altre. Flavio Briatore, credendo nel suo potenziale, ci scommette sopra, portandolo alla Renault nel 2002, inizialmente come collaudatore. Qui l’anno dopo va ad affiancare Jarno Trulli.

Nel Gran Premio di Malesia 2003 la prima pole, in quello dell’Hungaroring il primo successo. La strada è segnata. Anche se nel 2004 non riesce a riportarsi sul gradino più alto del podio, si capisce che per lui la gloria è dietro l’angolo. Arriva infatti nel 2005, con il successo iridato maturato nel Gran Premio del Brasile di quell’anno.

Il mondiale viene vinto anche nel 2006, sempre con la Renault. Nessuno c’era riuscito ad un avanzamento anagrafico minore del suo. Nel 2007 il passaggio alla McLaren, con il terzo posto finale. Poi il divorzio dal team di Woking e il ritorno alla Renault, dove resta nel 2008 e 2009. Nel 2010 approda in Ferrari, mettendo in mostra il suo temperamento. Si gioca il mondiale fino all’ultimo, perso solo nella gara finale di Abu Dhabi. Va peggio nel 2011, quando giunge quarto in classifica conduttori, con una “rossa” in evidente affanno. Le cose migliorano nel 2012, quando si gioca le chances iridate fino alla tappa conclusiva. Alonso giunge se-condo, a soli tre punti da Vettel, vincitore del terzo titolo iridato consecutivo. Le cose vanno peggio lo scorso anno. Il resto è storia attuale.

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Kimi Raikkonen

President of the Formula One Administrat

Kimi Raikkonen nasce il 17 ottobre 1979 ad Espoo, città della Finlandia meridionale. Il suo ritorno in Ferrari ha destato molta curiosità. Negli ultimi tempi, infatti, la scuderia del “cavallino rampante” aveva sempre evitato di mettere due galli nello stesso pollaio, per ragioni legate alla difficile gestione di due “primedonne”. Ora i vertici della scuderia hanno cambiato idea.

Kimi difende i colori della squadra dove si è laureato campione del mondo, dopo la parentesi nel team Lotus. Queste le sue parole al ritorno in Italia: “Sono davvero contento di rientrare a Maranello: qui ho trascorso tre anni fantastici e ricchi di vittorie. Ho moltissimi ricordi che mi legano alla Ferrari e li ho sempre portati con me in questi anni, primo fra tutti l’indimenticabile successo iridato del 2007”. Purtroppo, in questo primo scorcio della stagione agonistica 2014, le cose non sono andate nel modo sperato, ma c’è tempo per rimediare.

Il debutto di Raikkonen in Formula 1 avvenne il 4 marzo 2001, al volante di una Sauber. Iceman non faticò a guadagnare i galloni, per il tenore delle sue prestazioni. La prima stagione nel Circus andò in archivio con nove punti all’attivo, in decima posizione. Poi il matrimonio con la McLaren, i cui colori difese fino al termine del 2006, giungendo due volte in piazza d’onore nella classifica iridata. Dopo giunse il passaggio trionfante in Ferrari, seguito dalla parentesi nei rally e dell’impegno in Lotus, prima del ritorno a Maranello. Il resto è attualità.";}}

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