Ferrari: il 9 luglio 1932 debuttava il cavallino rampante

Ci sono date di valore storico. Quella odierna celebra una ricorrenza di primo piano nell’universo Ferrari.

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La Ferrari è un sogno, su scala planetaria. Non c’è angolo del mondo in cui le “rosse” non siano conosciute e amate. La data odierna celebra un momento importante della storia del mito, perché nella stessa giornata di qualche anni fa nacque il mitico simbolo della scuderia. Ecco come racconta la cosa il sito ufficiale della casa di Maranello:

Il 9 luglio 1932 debuttava il Cavallino Rampante. Lo faceva, ovviamente, su delle Alfa Romeo, dal momento che Enzo Ferrari al tempo non era costruttore ma titolare della Scuderia che faceva correre le vetture italiane. L’occasione fu la 24 Ore di Spa-Francorchamps, quando la gara venne dominata proprio dalle 8C 2300 MM della Scuderia Ferrari: a vincere furono Antonio Brivio ed Eugenio Siena, precedendo sul traguardo la vettura dei compagni Piero Taruffi e Guido d’Ippolito.

Tracciamo ora la storia del simbolo, che dopo la fondazione della Ferrari, nel 1947, divenne il marchio del costruttore più famoso al mondo:

Una piccola chiazza gialla, luminosa e blasonata, risalta sulle rosse carrozzerie dei bolidi di Maranello. In questo sfondo spicca un "cavallino rampante" nero, che sembra voler acciuffare il firmamento. E' il simbolo della Ferrari, sinonimo di gloria su tutti i circuiti del mondo. Una leggenda nella leggenda, perché il Drake lo ha ereditato da un altro eroe: il coraggioso cavaliere dell'aria Francesco Baracca, maggiore decorato di medaglia d'oro, asso dell'aviazione militare, caduto sul Montello dopo 34 duelli aerei vinti, abbattuto da un "banalissimo" colpo di fucile sparato da un cecchino austriaco accucciato in trincea.

Sulla carlinga del suo aereo il mitico emblema. "Il valoroso maggiore Baracca -riportava un bollettino di guerra dell’epoca- il giorno 19 giugno 1918 non ha fatto rientro da una difficile missione militare". Cinque anni dopo la storia volle che il campione dell'aria caduto in battaglia e il mito nascente dell’automobilismo sportivo incrociassero i loro destini. Il 17 giugno del 1923, infatti, sul Circuito del Savio, Enzo Ferrari vinse la sua prima corsa. "In quell'occasione -ricorda il Commendatore- conobbi il conte Enrico Baracca, padre dell'eroe. Da quell'incontro nacque il successivo, con la madre, contessa Paolina".

Fu un appuntamento molto commovente. La madre di Francesco Baracca lo aspettò a Ferrara, per rivivere con lui i ricordi del figlio tanto amato. L'Asso ed il giovane Enzo avevano in comune la passione per la velocità, per la sfida e per l'ardimento. Si trattò di una sorta di passaggio di consegne! Ricorda Enzo Ferrari, nelle sue memorie: "Fu la contessa Paolina a suggerirmi l'idea. Ferrari, mi disse, metta sulle macchine il cavallino rampante del mio figliolo. Vedrà, le porterà fortuna". Da quel momento sui bolidi da corsa della Scuderia apparve quello stemma. "Il cavallino era ed è rimasto nero -ricorda Ferrari nel suo diario- io aggiunsi il fondo giallo canarino, il colore di Modena, la mia città".

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